Strage di Bologna, Mattarella: «Eliminare le zone d’ombra». Fico e Casellati aprono alla desecretazione degli archivi

Il presidente della Repubblica a proposito dell’attentato del 2 agosto del 1980: «Disumana ferocia»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del trentanovesimo anniversario della strage di Bologna, l’attentato del 2 agosto 1980 in cui persero la vita 85 persone e più di 200 rimasero ferite, parla di «disumana ferocia» dell’atto terroristico che «è parte incancellabile della memoria del popolo italiano e della storia della Repubblica».

Mattarella traccia poi il percorso di sopravvivenza della democrazia agli anni del terrorismo e delle bombe: «Le democrazie si nutrono dei sentimenti più profondi di umanità. È questa condivisione che ha consentito di unire le forze per sconfiggere la barbarie degli assassini, di fare prevalere il tessuto sociale che si voleva strappare, di cercare sempre e ostinatamente la verità – continua il Presidente della Repubblica con riferimento ai numerosi, ormai dimostrati depistaggi nelle indagini – anche quando errori, colpevoli inerzie e ignobili complicità hanno ostacolato il percorso della giustizia».

Per la strage di Bologna, diversamente da quanto accaduto per attentati di quelli anni della stessa matrice, si è giunti nonostante i depistaggi a condanne definitive. Continua infatti il Capo dello Stato: «Le istituzioni, grazie all’opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi».

Le zone d’ombra

Il presidente ricorda però che esistono ancora «zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato». E che oltre ad aver assicurato alla giustizia gli autori materiali della strage, «una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l’affermazione della giustizia».

Mattarella ha poi rinnovato il ringraziamento «all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage, che continua nel proprio impegno di tener viva la memoria e promuovere, al tempo stesso, quelle energie civili, che tanto hanno contribuito alla affermazione dei principi di giustizia», che per il Presidente è «un impegno comune tra le istituzioni della Repubblica, la comunità di Bologna, l’intera società italiana».

Fico-Casellati: «Rendere pubblici gli atti secretati»

Con una nota congiunta il presidente della Camera Roberto Fico e quello del Senato Elisabetta Alberti Casellati aprono alla pubblicazione degli atti secretati sulla strage di Bologna.

«Sono necessari passi concreti da parte delle Istituzioni, a partire dall’azione di declassificazione, versamento agli Archivi e pubblicazione degli atti relativi a quelle vicende. Su questo versante – si legge nella nota- c’è un impegno comune del Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati che mira a portare avanti il processo di declassificazione e digitalizzazione dei documenti delle Commissioni di inchiesta».

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