Madre con figlio autistico sfrattata dalla casa popolare perché «ha un camper»

Un mezzo che, almeno nel suo caso, non è di certo un bene di lusso ma l’unico modo per consentire al figlio di fare brevi gite

Rossana Stella, 53 anni, dipendente dell’Asl, madre single di un ragazzo autistico di 27 anni, qualche giorno fa ha ricevuto un avviso di sfratto dall’alloggio popolare in cui vive a Prato. Entro 60 giorni dovrà lasciare la casa di cui è assegnataria da 15 anni. A raccontare la storia è il quotidiano La Nazione.

Perché deve lasciare la casa

La sua “colpa” è quella di possedere un camper: secondo le modifiche alla legge 96/1996, approvate nel gennaio scorso, chi è assegnatario di casa popolare non può possedere veicoli di potenza superiore a 80 kw. E il suo camper ne ha 96.

«Dove andiamo? A vivere in camper? Non posso accettare una risposta del genere – ha detto la donna – quando in 15 anni di permanenza in questa casa sono stata sempre scrupolosa nei pagamenti e nel fornire tutta la documentazione richiesta». 

A cosa serve il camper

Un mezzo che, nel suo caso, non è di certo un bene di lusso ma l’unico modo per consentire al figlio di fare brevi gite. Rossana, intanto, ha presentato le controdeduzioni allo sfratto, allegando una nuova certificazione dei servizi della Asl per attestare che il camper serve esclusivamente alla cura e alla riabilitazione del figlio autistico.

Cosa dice il comune

Luigi Biancalani, assessore comunale ai servizi sociali di Prato, ha fatto sapere di voler «approfondire le controdeduzioni della donna». Intanto «lo sfratto verrà rimandato». E questo è già un primo passo, una prima vittoria.

Foto in copertina: Lanazione.it

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