Perché gli Asperger non sono malati

di Juanne Pili

Essere Asperger non è mai stato facile, specialmente oggi nell’epoca dei social e della disinformazione dilagante, come dimostra la recente gaffe di Rita Pavone nei confronti di Greta Thunberg su Twitter. Daniele Matteo Cereda, uno degli Asperger più noti in Italia, ha raccontato a Open cosa significa essere «neurodiversi», e perché a un certo punto è finito per diventare un bersaglio della furia No Vax

Quando Rita Pavone, uno dei volti noti più amati dai «sovranisti della rete» (assieme a Red Ronnie e Povia ) ha avuto il cattivo gusto di etichettare Greta Thunberg ​​​​​«un personaggio da film horror», neanche il più recondito pensiero paranoico sui vari complotti climatici sembra essere bastato a trattenere l’indignazione: Greta infatti è una ragazza neurodiversa, per la precisione è Asperger, cosa che evidentemente non le impedisce di avere un pensiero critico su come stiamo affrontando – male – il problema dei cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale.

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Twitter |Il tweet di Rita Pavone su Greta Thunberg

Così Pavone ha provato a scusarsi, a modo suo: «non sapevo affatto della sua malattia e me ne dolgo dal profondo del cuore. Chiedo venia», non rendendosi conto di aver peggiorato la situazione, visto che definisce malattia qualcosa che non lo è affatto.

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Twitter |Le scuse di Rita Pavone

Segue il commento di uno dei personaggi più noti della comunità Asperger in Italia: Daniele Matteo Cereda, che le fa notare l’ennesima gaffe: «Da Asperger posso solo dirle: la toppa peggiore del buco. Inoltre noi Asperger non siamo malati, siamo neurodiversi».

Da paura(EDIT: l'autore del commento è Daniele Matteo Cereda, che ci ha autorizzati a mettere il nome in chiaro)

Pubblicato da Blastometro su Venerdì 15 marzo 2019

Le ragioni di uno sguardo

La ragione per cui lo sguardo di persone come Daniele e Greta può venire frainteso, e considerato addirittura inquietante in certi casi, ha un nome: sindrome di Asperger (Sa). Si tratta di un disturbo dello sviluppo e non può essere considerata una malattia. Non perché ce lo imponga il «politicamente corretto», ma perchè il rispetto delle persone comincia col definirle nella maniera giusta. Essere Asperger significa avere difficoltà a instaurare interazioni sociali durature nel tempo. In questo senso ci sono certamente legami con l’autismo e con le persone che, non potendo ancora essere categorizzate in una forma particolare, vengono collocate nella definizione che li comprende tutti nell'ampio spettro autistico: quella di «neurodiverso», che comprende anche altre forme di diversità rispetto a quella «neurotipica».

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Wikipedia |Lo sguardo di Greta Thunberg

Daniele Matteo Cereda – Cosa significa essere neurodiverso 

Abbiamo contattato Daniele Matteo Cereda che ha accettato di raccontare a Open la sua esperienza e cosa vuol dire davvero essere Asperger. 

Non pensa che in fondo quella della Pavone fosse solo una battuta, per quanto di cattivo gusto?

«Ha deriso una ragazza di 16 anni tirando in mezzo il suo aspetto, e questo è già grave, molto grave. Il problema secondario è che nel prenderla in giro, definendola «un personaggio da film horror» o "inquietante", come scrivono in parecchi da mesi, non sa di averla derisa per un'espressività tipica di molti Asperger. In poche parole è come se avesse fatto uno sgambetto ad un non vedente, o come se avesse detto ad un paraplegico "sei maleducato" perché non si è alzato in piedi per salutarla. I nostri tratti possono essere di tipologie differenti, con difficoltà espressive e sociali, che variano. Motivo per cui si parla di "sindrome": vi sono una serie di condizioni, non per forza tutte presenti, che variano da persona a persona. Anche per questo si parla di "spettro dell'autismo", perché ci sono varie differenze da persona a persona».

Come ha capito di essere neurodiverso?

«Sono stato diagnosticato con la sindrome di Asperger dopo i trent'anni, anche se ero già in sospetto da anni, perché ho avuto amici autistici che mi avevano riconosciuto come un loro simile. La prima volta è stato con una collega di Università. Con lei andavo d'accordo mentre con molti altri non riuscivo neanche ad avviare un discorso. Così come con un altro amico, che non è mai riuscito a laurearsi perché c'era un muro tra lui e i professori, i quali lo trattavano male nonostante sapessero della sua neurodiversità, dandogli persino del ritardato. Mentre la prima amica ha continuato a studiare all'estero, riuscendo a laurearsi in medicina. Oggi è una neurologa. Mi rispecchiavo parecchio nei loro sintomi: nelle ripetitività, intolleranze ai rumori, il non riuscire a stare tra la gente; ma sono davvero tanti gli aspetti, l'elenco è lunghissimo».

Cosa ha significato nella sua vita scoprire di essere Asperger?

«Ho trovato un sacco di risposte alle mie domande, perché fin da quando andavo all'asilo non riuscivo a socializzare, venivo isolato dagli altri bambini e dopo mi isolavo io stesso. Anche alle elementari venivo trattato male per via delle mie difficoltà, non sono mancati degli insegnanti che mi davano del ritardato, e non riuscivo mai a stare composto nel banco. Alle medie venivo ampiamente bullizzato, sia dai compagni che dall'insegnante di italiano, che mi dava del malato di mente; sono stato anche da una psicologa in quel periodo, la quale riconobbe in me dei tratti autistici, ma all'epoca nei primi anni '90 la sindrome di Asperger non era ancora riconosciuta.

Quando da adulto ricevetti la diagnosi questo mi fece sentire in un certo senso "normale", anche se in realtà è un termine molto relativo: cos'è esattamente normale? Siamo tutti "diversi", in un modo o nell'altro. Sono gli altri che ti fanno sentire "anormale" e questo mi ha portato anche a tentare il suicidio, perché non mi sentivo accettato da nessuno e sono sempre stato lasciato dalle ragazze che frequentavo, perché mi reputavano "strano". Dicevano che sembravo un "malato di mente", non per quel che dicevo ma per il mio sguardo che "sembra quello di un serial-killer"».

Come è finito nel centro del mirino dei gruppi No Vax?

«Partendo da Bartolomeo Pepe: quando gli avevo scritto che l'autismo non è causato dai vaccini. Io con altri Asperger avevamo creato anche gruppi segreti su Facebook dove non volevamo assolutamente far entrare i No Vax, perché eravamo stanchi di essere zittiti e insultati. Quando poi ho letto da parte di un senatore certe assurdità sull'autismo sono intervenuto scrivendogli. La polemica è citata persino nella pagina Wikipedia dedicata a Pepe, nel paragrafo sulle "controversie". Questa persona mi ha insultato, affermando persino che io sarei pagato dalle case farmaceutiche; in più sosteneva che non potevo essere autistico. Nei social le organizzazioni No Vax hanno tentato innumerevoli volte di convincere mia madre a contattare un certo medico, il quale riteneva che si potesse guarire dall'autismo con diete e trattamenti contro l'avvelenamento da metalli pesanti. Quando sono intervenuto per smentirli – non sapendo ancora che il figlio fossi io - sono stato contattato da un loro avvocato, il quale mi intimò di "non immischiarmi"».

Poi sono arrivate le minacce e le sospensioni degli account su Facebook. 

«Sono stato diffamato tante volte dai No Vax e il mio account veniva sospeso ripetutamente, perché mi facevano segnalazioni in massa. Sono stato anche minacciato di morte. In certi momenti volevo chiudere tutto, ho avuto un sacco di melt-down: esplosioni di rabbia causate da sovraccarichi emotivi o sensoriali, chi si trova nello spettro autistico ne sa qualcosa. Ho avuto anche reazioni opposte: mi isolavo, ho passato anche mesi senza riuscire a parlare con le persone. Mia madre era disperata».

Cosa consiglierebbe a un ragazzo o una ragazza dell’età di Greta che hanno scoperto di essere neuro-diversi?

«Non fatevi mettere i piedi in testa. Siete persone, non dei mostri, né dei serial-killer. Siete persone "normali", con delle diversità. Siamo tutti diversi e, anche se può sembrare un controsenso, proprio questo ci rende "uguali". Un Mondo senza diversità sarebbe terribilmente noioso».

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Daniele Cereda |Una delle fissazioni di Daniele: Star Wars

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