Usa, Trump vuole una svolta drastica sull’immigrazione: così punta ad abolire lo Ius soli

Chiaro è che un’ipotetica abolizione andrebbe a discapito, oltre che degli immigrati irregolari, dei loro figli

Arriva un nuovo, ulteriore, provvedimento dall’amministrazione Trump sul tema del controllo e della repressione degli ingressi: il presidente ha deciso di irrigidire ulteriormente le sue politiche di “tolleranza zero” legate all’immigrazione tra Stati Uniti e Messico.

Lo ius soli

Per farlo, in primo luogo il tycoon sta pensando di abolire lo Ius soli, ovvero quella norma contenuta all’interno della Costituzione statunitense secondo cui chi nasce in territorio americano riceve d’ufficio la cittadinanza, acquisendo anche i diritti stabiliti dalla legge.

Chiaro è che un’ipotetica abolizione andrebbe a discapito, oltre che degli immigrati irregolari, dei loro figli.

I tempi per la detenzione

In secondo luogo c’è poi l’annullamento dei limiti di tempo di detenzione di famiglie con bambini che hanno irregolarmente attraversato il confine tra Stati Uniti e Messico.

Ad oggi il periodo massimo di detenzione dei minorenni, in base al cosiddetto accordo Flores siglato da Bill Clinton, è di 20 giorni.

«Entrare con la famiglia è un biglietto gratis per gli Stati Uniti. Un bambino è il biglietto, il passaporto», ha dichiarato il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale illustrando la nuova proposta di Trump.

La questione è stata sollevata dal presidente Usa nel tentativo di scoraggiare i potenziali migranti oltre confine ad entrare in territorio statunitense.

Perché la norma diventi legge, sarà necessario che un giudice federale si pronunci a riguardo, e questo potrebbe richiedere tempi non proprio stringati anche in ragione del fatto che si attendono azioni legali e manifestazioni da parte di associazioni che difendono i diritti degli immigrati.

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