Trump non molla la Groenlandia, la mossa da Risiko: nel 2018 l’idea di scambiarla con uno Stato Usa

Il problema, come ha affermato la premier danese, è che non viviamo più in una fase storica in cui territori e popoli sono in vendita

In Groenlandia ci sono carbone e zinco e sono sempre più accessibili a causa dello scioglimento dei ghiacci. Puerto Rico invece costa centinaia di milioni allo stato federale dopo che l’uragano del settembre 2017 ha devastato l’isola. Quindi converrebbe scambiarli, come a Risko: il ragionamento di Donald Trump non fa una piega. Solo che, come ha affermato Mette Frederiksen, la premier danese, non viviamo più in una fase storica in cui territori e popoli sono in vendita.


Sembra che Trump abbia affermato, forse scherzando, la sua intenzione a barattare i due territori nel 2018, rivela il 21 luglio il New York Times, citando un ex funzionario che ha assistito alla conversazione. Questa faccenda di Trump e la Groenlandia, che oscillava tra il tragico e il ridicolo, scivola sempre di più verso… entrambe le cose.

Il 20 agosto Trump ha pubblicato su Twitter un fotomontaggio in cui appare una grattacielo dorato con la scritta «Trump» in un paesaggio rurale tipicamente nordico, accompagnato dalla scritta «Prometto che non farò questo alla Groenlandia!»

Dopo che la premier Frederiksen aveva declinato l’offerta di Trump di acquistare la Groenlandia, il presidente americano ha reagito posticipando – a data da definire – l’imminente incontro tra i due. Aveva anche definito la leader socialista «nasty», «cattiva», un aggettivo che Trump ha spesso usato per descrivere donne che non apprezza, come Hillary Clinton e Meghan Markle, Duchessa del Sussex.

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