Hantavirus, un vaccino in cento giorni?

Un vaccino funzionante contro l’Hantavirus può essere prodotto in cento giorni. Con l’Rna, come per il Coronavirus. Il limite temporale per Covid-19 alla fine fu di dieci mesi. Al lavoro c’è già Moderna, che collabora a Seul con l’università della Corea del Sud da settembre 2024. L’azienda farmaceutica descrive i suoi lavori come «allo stato iniziale». Ieri è salita al Nasdaq del 6,2% grazie al focolaio della nave e all’uscita dei dati sul nuovo vaccino a Rna contro l’influenza. E la strada per l’immunizzazione non è l’unica. Allo studio ci sono anche anticorpi monoclonali prelevati da persone infettate o vaccinate e poi riprodotti in laboratorio.
Un vaccino per l’Hantavirus
Repubblica spiega oggi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato di un’ipotetica infezione ignota capace di causare una malattia improvvisa. Nella lista dei virus che potrebbero accenderla c’è anche Hantavirus. Che ha già dei vaccini approntati a 40 anni dalla scoperta dei virus, avvenuta in Corea negli Anni Settanta. Ma quelli già in funzione sollecitano solo fiaccamente il sistema immunitario e richiedono tre o più dosi. L’unico autorizzato in Corea del Sud e Cina dal 1990 (Hantavax) è così poco efficace da non essere quasi più usato. Funziona solo su due ceppi asiatici. Mentre Cile, Stati Uniti, Canada, Cina e Corea ne stanno cercando uno più efficace. «In passato si usavano soprattutto virus inattivati, meno efficaci rispetto per esempio alla nuova tecnica dell’Rna» spiega al quotidiano Marco Cavaleri, direttore del dipartimento rischi per la salute pubblica e della task force emergenze dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema).
Hantavax
«I vaccini a Rna messi a punto contro il Covid stimolano meglio il sistema immunitario e sono molto più rapidi da produrre rispetto a quelli proteici. Il focolaio di Hantavirus di oggi sarà con tutta probabilità contenuto. Potremmo però sfruttare l’episodio per mettere alla prova la capacità di produrre un vaccino in cento giorni», conclude. Seul ha già la mappa degli antigeni più adatti per stimolare il sistema immunitario. Un preparato ha già funzionato sulle cavie. Ma per la sperimentazione sugli esseri umani non ci sono fondi. Non c’erano, fino alla Hondius. La Corea, che registra la metà circa delle infezioni di Hantavirus in Asia (400-500 l’anno, soprattutto fra i militari) potrebbe finanziarlo: Ma «un vaccino contro un Hantavirus asiatico non funzionerebbe contro il ceppo Andes, responsabile del focolaio della nave», spiega ancora Cavaleri.
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Hantavirus Sin Nombre
«Nelle Americhe, oltre ad Andes, è diffuso l’Hantavirus Sin Nombre, molto pericoloso e letale», aggiunge. Ha causato tre morti fra i campeggiatori nel parco di Yosemite in California, dove avevano dormito in una tenda in cui si erano nascosti anche dei topi. Jay Hooper, con la tecnica del Dna nel suo laboratorio del Maryland ha condotto una sperimentazione su tre vaccini. Tra cui uno per il ceppo Andes. Ma la stimolazione del sistema immunitario non è stata molto potente: «Poiché i casi umani di Andes sono rari e sparpagliati in zone lontane fra loro sarà arduo condurre una sperimentazione di tipo tre», ha spiegato Hooper a Nature. E c’è bisogno di migliaia di volontari.
Gli anticorpi monoclonali
Sugli anticorpi monoclonale gli studi sono invece preliminari. Ancora sono da completare i test preclinici. Intanto sette pazienti di sei diverse nazionalità sono classificati come casi confermati e un caso probabile è stato segnalato, secondo un conteggio dell’Afp basato su dati ufficiali.
Il bilancio delle vittime dell’epidemia è di tre. Due dei deceduti erano risultati positivi al test, mentre il terzo è un caso probabile, secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I casi coinvolgono i seguenti paesi:
- Paesi Bassi: una coppia olandese che aveva viaggiato in Sud America prima di imbarcarsi sulla nave a Ushuaia, in Argentina, il 1° aprile, è stata la prima a morire. Il marito, di 70 anni, ha sviluppato i sintomi il 6 aprile ed è deceduto l’11 aprile.
- Regno Unito: due cittadini britannici sono risultati positivi al virus e un terzo è considerato un caso probabile. Il primo cittadino britannico si è ammalato il 24 aprile ed è stato evacuato tre giorni dopo dall’isola di Ascensione nell’Oceano Atlantico al Sudafrica, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. La presenza di hantavirus nel suo caso è stata confermata il 2 maggio.
Il secondo cittadino britannico, che lavorava a bordo della nave, ha segnalato sintomi il 27 aprile ed è risultato positivo il 6 maggio. è stato evacuato nei Paesi Bassi il 7 maggio da Capo Verde. Le sue condizioni sono stabili.
Un terzo cittadino britannico ha lasciato la Hondius il 14 aprile nell’arcipelago di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale, ed è stato curato lì in isolamento. Ha segnalato sintomi il 28 aprile. - Germania: una donna tedesca che aveva la febbre il 28 aprile e ha sviluppato una polmonite è morta a bordo della nave il 2 maggio. Un campione post-mortem è stato inviato nei Paesi Bassi, dove i test hanno confermato l’infezione da virus. Il suo corpo è rimasto a bordo della Hondius, che sarebbe dovuta arrivare nei Paesi Bassi domenica sera.
- Spagna: uno dei passeggeri spagnoli evacuati dalla MV Hondius è risultato positivo, secondo un risultato preliminare. Posto in isolamento in un ospedale militare a Madrid, “è asintomatico e in buone condizioni generali”, ha annunciato il Ministero della Salute l’11 maggio.
- Svizzera: un cittadino svizzero è sbarcato dalla Hondius a Sant’Elena il 22 aprile ed è volato in Svizzera il 27 aprile via Sudafrica e Qatar. Ha iniziato a mostrare sintomi il 1° maggio, dopo essere arrivato in Svizzera. È stato curato in isolamento ed è risultato positivo al virus.
- Francia: una donna francese rimpatriata dalla Hondius si è ammalata il 10 maggio ed è risultata positiva ed è stata posta in isolamento. Le sue condizioni di salute sono peggiorate nella notte tra il 10 e l’11 maggio, secondo le autorità francesi.
- Stati Uniti: uno dei 17 americani a bordo della nave è risultato positivo. Un altro sta manifestando sintomi lievi, ha riferito il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti il 10 maggio.

