Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoGoverno MeloniHantavirusJannik Sinner
SALUTEDonald TrumpHantavirusMatteo BassettiRobert F. Kennedy JrSanitàUSAVideo

«Questi negano anche l’evidenza», Bassetti contro Trump e Kennedy jr: l’accusa sui positivi americani all’hantavirus e l’isolamento – Il video

11 Maggio 2026 - 14:03 Giovanni Ruggiero
Google Preferred Site

«Questi negano anche l’evidenza» dice l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha digerito male la scelta delle autorità sanitarie statunitensi di non imporre l’isolamento per i 17 cittadini americani sbarcati dalla nave da crociera MV Hondius, al centro del focolaio di hantavirus. Atterrati lunedì mattina in Nebraska a bordo di un volo charter partito dalle isole Canarie, i passeggeri sono stati accolti in una struttura specializzata in malattie infettive, la stessa che aveva avuto un ruolo di primo piano durante l’emergenza Covid-19. I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc), però, hanno chiarito in conferenza stampa che per loro non scatterà alcun obbligo di isolamento, in assenza di sintomi e di positività al test. Una linea che il direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova ha bollato come irresponsabile, considerando invece le regole in vigore per i cittadini degli altri Paesi coinvolti, che hanno imposto a tutti l’isolamento.

Il post di Bassetti contro Kennedy e Trump

Su Facebook, Bassetti ha pubblicato due interventi piuttosto duri. Nel primo cita la dichiarazione del funzionario sanitario americano, che invitava la popolazione alla calma ricordando che «non è Covid-19», e replica così: «Questi negano anche l’evidenza. Vi rendete conto il negazionismo sanitario di Kennedy dove è arrivato? L’amministrazione Trump scherza anche con questo virus. Come aveva già fatto con il Covid». Il riferimento, neanche troppo velato, è a Robert Kennedy Jr, segretario alla Salute scelto da Donald Trump e da tempo nel mirino della comunità scientifica per le sue posizioni antivacciniste. In un secondo post, l’infettivologo allarga lo sguardo e parla di «una sorta di nemesi di una parte della politica nei confronti del mondo della scienza», ricordando come il sentimento antiscientifico stia crescendo tanto negli Stati Uniti quanto in Italia.

L’attacco alla politica sanitaria di Trump e l’uscita dall’OMS

Nel secondo post, Bassetti collega la gestione del focolaio a quella che definisce una strategia di smantellamento di alcuni pilastri della medicina moderna negli Stati Uniti. «Robert F. Kennedy Jr. sta mantenendo le promesse elettorali di cambiare in modo radicale la politica sui vaccini e sulla ricerca scientifica. Trump ha deciso autoritariamente che gli USA non dovevano più far parte dell’OMS», ha scritto. L’infettivologo ricorda che proprio l’Organizzazione mondiale della sanità sta oggi coordinando la risposta all’emergenza hantavirus, sulla base di trattati e protocolli internazionali. E conclude ricordando che l’Italia sul nuovo accordo pandemie si è astenuta dal voto insieme alla Russia e ad altri Paesi.

Quando si potrà considerare scampato il pericolo secondo Bassetti

Dopo che è emerso un caso positivo, ma asintomatico, tra i turisti americani, Bassetti è tornato a criticare il sistema di monitoraggio americano: «Di quelle persone che sono state sbarcate, un cittadino americano è risultato positivo ma asintomatico, e quindi questo pone un tema importante: era asintomatico ma positivo, cioè vuol dire che aveva del virus presente nelle vie respiratorie. E una cittadina francese è in gravi condizioni in un ospedale a Parigi; quindi, si sono aggravate nelle ultime ore le sue condizioni».

L’infettivologo insiste che non bisogna concentrarsi sulla Mv Hondius ormai: «Ripeto però ancora una volta che l’attenzione dovrebbe essere posta non tanto alla nave, alle persone sbarcate in condizioni di sicurezza, quanto alle trenta persone che hanno lasciato quella nave ormai più di due settimane fa e che sono tornate nelle loro case».

«Che cosa sappiamo oggi? – conclude Bassetti – Sappiamo che è un virus che si trasmette attraverso l’aerosol da contatti molto ravvicinati, quindi il contagio non è così semplice, ma non è neanche poi così difficile. Dobbiamo continuare a lavorare e potremo sicuramente tirare un sospiro di sollievo tra, purtroppo, almeno tre-quattro settimane e direi dalla metà di giugno, se non avremo avuto nuovi casi fuori da quella nave, allora potremmo veramente tirare un grosso sospiro di sollievo».