Matteo Bassetti e l’hantavirus, i tre dettagli che lo preoccupano: «Nel mondo ne parlano tutti, in Italia pensiamo a Garlasco» – Il video
In tutto il mondo, tranne che in Italia – si lamenta Matteo Bassetti – si discute della «nave degli infetti» con i casi di hantavirus che preoccupano, mentre la nave da crociera Mv Hondus si dirige verso le Canarie. Mentre la cosiddetta «nave degli infetti» punta verso le Canarie, il quadro dei contagi di hantavirus continua a peggiorare. Finora ci sono otto sospetti contagi, tre morti, circa 40 passeggeri della MV Hondius già sbarcati a Sant’Elena dopo il primo decesso e nuove segnalazioni che escono dal perimetro della crociera, con un caso fatale in Sudafrica e uno individuato a Zurigo. Il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ai microfoni di LaSalute di LaPresse, mette in fila tre elementi che rendono questo focolaio diverso dagli altri. Il primo è il ceppo coinvolto, «la variante andina», l’unica capace di trasmettersi da persona a persona, fino a oggi confinata quasi esclusivamente tra Argentina e Cile e ora uscita da quel quadrante geografico. Il secondo è la gravità clinica: l’infezione colpisce polmoni e reni con una letalità che oscilla tra il 30 e il 50%, un dato che, come ricorda l’infettivologo, va confrontato con il 3% del Covid nelle prime fasi. Il terzo, e più allarmante per Bassetti, è la dispersione dei passeggeri, ormai sparpagliati tra voli e treni in luoghi diversi del mondo, accanto a un numero imprecisato di persone difficili da rintracciare.
Hantavirus, quanto dura l’incubazione e perché può sfuggire ai controlli
L’incubazione, spiega l’infettivologo, può durare 2-6 settimane, una finestra abbastanza ampia da permettere a chi ha contratto il virus di muoversi senza alcun sintomo evidente. «Le persone che hanno il virus in incubazione sono potenzialmente contagiose», precisa Bassetti a LaPresse, e questo complica in modo significativo la ricostruzione di eventuali catene di trasmissione. Ad aggravare il quadro c’è la scarsa conoscenza scientifica del patogeno: non esistono anticorpi disponibili e diversi aspetti epidemiologici restano da chiarire. Una zoonosi, quindi, su cui «sentiremo parlare ancora» a lungo.
Perché in Italia si parla poco di Hantavirus: la denuncia di Bassetti dai social
L’ultimo affondo di Bassetti arriva dai suoi canali social, dove se la prende con tutto ilk sistema dell’informazione italiana. Mentre CNN, BBC, Al Jazeera e Washington Post dedicano spazio costante alla vicenda della nave e ai nuovi casi internazionali, in Italia, denuncia Bassetti, dell’Hantavirus non parla quasi nessuno. «L’informazione si sta concentrando sempre su Garlasco, ormai sono due anni che parla solo di Garlasco», è l’accusa, mentre di quella che potrebbe rivelarsi un’epidemia potenziale «non frega niente a nessuno». Da qui una stoccata ai media tradizionali, che secondo l’infettivologo non hanno motivo di lamentarsi del calo di copie e ascolti, dato che ormai «l’informazione passa tutta di qua», cioè dai social.

