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Hantavirus, parla il capitano della nave da crociera. Il messaggio dopo le accuse sugli errori: «Sono state settimane difficili» – Il video

11 Maggio 2026 - 16:29 Matteo Revellino
Il videomessaggio del comandante della Mv Hondius, Jan Dobrogowski, in dopo le accuse di aver sottovalutato il rischio e di aver comunicato in maniera intempestiva con autorità sanitarie e passeggeri
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Jan Dobrogowski, il capitano della Mv Hondius colpita da un focolaio di hantavirus, ha parlato per la prima volta in pubblico con un videomessaggio pubblicato sul profilo Instagram della compagnia Oceanwide Expeditions. Il comandante ha provato a difendere il suo operato, dopo le accuse di aver sottovalutato il rischio del virus e di aver comunicato in maniera intempestiva con autorità sanitarie e passeggeri: «Sono state due settimane particolarmente impegnative. In una situazione come questa, ogni immagine e ogni parola possono essere tolte dal contesto» e quindi essere fraintese, spiega il comandante. Dobrogowski ha poi elogiato la «pazienza, disciplina e gentilezza» dell’equipaggio della crociera, aggiungendo che «la perseveranza è una qualita che ci si aspetta, ma questa volta ho assistito a molto di più. Ho visto persone aiutarsi a vicenda senza servizi di soccorso immediatamente disponibili». Ora, dopo l’ormeggio della nave a Tenerife e lo sbarco dei passeggeri, Dobrogowski precisa che «come capitano dell’Hondius, il mio lavoro consiste in dirigere l’equipaggio, avere cura dei passeggeri e portare la nave in salvo in porto. La mia responsabilità non finisce alle Canarie». Un ultimo pensiero va alle vittime del virus: «Resteranno ogni giorno nei nostri cuori e nei nostri pensieri».

Il videomessaggio dopo le critiche dei passeggeri

Il messaggio Jan Dobrogowski arriva il giorno dopo le critiche di Ruhi Cenet, passeggero turco che aveva evidenziato gli errori del capitano della Mv Hondius. Il capitano, infatti, avrebbe sottovalutato i annunciato ai presenti che il decesso del turista olandese di 70 anni per hantavirus fosse riconducibile a cause naturali e che le condizioni pregresse del passeggero, stando al medico di bordo, non erano contagiose. Quella rassicurazione aveva avuto conseguenze pesanti, visto che nei giorni successivi diversi turisti erano sbarcati senza essere informati dei rischi, innescando una caccia globale ai possibili contagiati.

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