I reali degli Emirati Arabi (la seconda famiglia più ricca del mondo) hanno incassato 70 milioni dai fondi Ue per l’agricoltura

La seconda famiglia più ricca al mondo ha incassato oltre 71 milioni di euro di fondi pubblici europei. La rivelazione arriva da un’inchiesta del Guardian e dell’organizzazione giornalistica DeSmog, condotta analizzando i fondi della Politica agricola comune (Pac), vale a dire il principale strumento attraverso cui l’Unione europea regola i sussidi destinati al settore agricolo. Secondo il giornale inglese, la famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti, Al Nahyan, ha incassato in sei anni oltre 71 milioni di euro su terreni di loro proprietà situati in Romania, Italia e Spagna.
I fondi europei finiti nelle casse della famiglia reale
L’inchiesta incrocia i dati di migliaia di beneficiari della Pac dal 2019 al 2024, rintracciando un totale di 110 pagamenti a favore di una rete di società e filiali controllate dalla famiglia Al Nahyan, attualmente la più ricca al mondo con un patrimonio stimato di 320 miliardi di dollari. Il più grande pagamento è stato quello effettuato tramite la rumena Agricost, titolare della più grande azienda agricola dell’Ue, con una superficie di 57mila ettari, circa cinque volte la superficie di Parigi. I terreni europei, ricostruisce sempre il Guardian, sarebbero stati usati soprattutto per coltivare prodotti destinati non ai consumatori europei, bensì all’esportazione verso il Golfo.
Come funziona la Politica agricola comune (Pac)
L’ultima Politica agricola comune, approvata nel 2021, stanzia complessivamente 387 miliardi di euro, circa un terzo del bilancio totale dell’Unione Europea, da distribuire tra il 2023 e il 2027. Si tratta di uno strumento difeso trasversalmente da tutti i gruppi politici, ma anche spesso criticato per le modalità con cui elargisce i fondi, una parte dei quali finisce spesso nelle mani di investitori stranieri.
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Una precedente inchiesta del Guardian, pubblicata nel 2024, ha rivelato come 17 aziende agricole, gestite da altrettanti proprietari terrieri miliardari, abbiano ricevuto oltre tre miliardi di euro di sussidi tra il 2018 e il 2021. Questo avviene perché, secondo le regole attualmente in vigore, i fondi vengono distribuiti soprattutto in base all’estensione della superficie coltivata. Nei mesi scorsi, la Commissione europea ha pubblicato una proposta per il prossimo ciclo di pagamenti Cap – quelli che copriranno il periodo 2028-2034 – che potrebbe prevedere un tetto massimo di 100mila euro all’anno per agricoltore.

Il piano degli Emirati per mettere le mani sui terreni agricoli (anche quelli italiani)
Negli ultimi due decenni, la dinastia degli Emirati Arabi Uniti ha acquistato vaste aree di terreno in Africa, Sud America ed Europa. Ad oggi, riporta il Guardian, il Paese del Golfo controlla circa 960mila ettari di terreni agricoli in tutto il mondo. Un’operazione tutt’altro che casuale, che rientra nella strategia per la sicurezza alimentare degli Emirati, costretti a importare fino al 90% del loro fabbisogno alimentare a causa delle alte temperature, la scarsità di acqua e il terreno sabbioso.
In Europa, questo processo ha portato soprattutto all’acquisizione di aziende agricole locali. Nel 2022, è toccato anche alla veneta Unifrutti, un produttore di frutta fresca con un valore stimato di 830 milioni di dollari. Secondo l’analisi di DeSmog, le aziende agricole italiane di Unifrutti hanno ricevuto almeno 186mila euro di sussidi Pac da quando sono controllate dagli Emirati Arabi Uniti.
La spiegazione di Bruxelles e le proteste dei Verdi
Interrogata sulla questione, la Commissione europea ha scaricato di fatto la responsabilità sugli Stati interessati, vale a dire Romania, Italia e Spagna. «È importante precisare che la Pac rientra nella gestione condivisa. Ciò significa che la Commissione non interviene nel pagamento dei sussidi ai beneficiari finali. Tale responsabilità spetta agli Stati membri. Ed è per questo motivo che la Commissione non dispone dei nomi dei beneficiari o dei titolari delle persone giuridiche che ricevono assistenza nell’ambito della Pac», ha spiegato una portavoce della Commissione europea in merito all’inchiesta pubblicata sul Guardian.
E intanto, arrivano anche le prime reazioni politiche. «È inaccettabile che mentre i nostri agricoltori faticano a far quadrare i conti e i piccoli produttori scompaiono, decine di milioni di euro di sussidi europei finiscano nelle casse di una delle famiglie più ricche e autocratiche del mondo», commenta l’eurodeputata verde Cristina Guarda. Secondo l’esponente di Avs, «l’inchiesta di DeSmog svela un paradosso insostenibile: la Politica Agricola Comune è diventata il bancomat dei regimi fossili e dei fondi sovrani extra-Ue».
Foto copertina: EPA/Alexei Nikolsky | Lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti

