Trump fa il tifo per Conte premier? Il retroscena, cosa non sapevamo ancora sul loro rapporto

Durante il G7 di Biarritz il premier avrebbe appoggiato il presidente americano su un ritorno di Putin nel G8

Prima Donald Trump, poi Bill Gates. Nel giro di poche ore il Giuseppe Conte, il premier uscente, e forse rientrante, ha raccolto l’endorsement (senza precedenti) della Casa Bianca. Mai si era visto un presidente degli Stati Uniti esporsi durante le consultazioni per un candidato piuttosto che un altro.

Ma l’appoggio dell’inquilino delle Casa Bianca non è un gesto casuale. Il premier ha raccolto mesi di viaggi e partecipazioni a incontri internazionali che hanno rafforzato la sua influenza nei meeting europei e oltreoceano.

Questo è quanto sostengono le fonti di Palazzo Chigi. Un rapporto, quello con il presidente americano, consolidato nei 18 mesi di governo dove i due leader si sono trovati d’accordo su molti temi.

Il primo incontro, ufficiale, quello avvenuto lo scorso anno al G7 canadese dove Trump aveva incassato l’appoggio di Conte sul ritorno di Vladimir Putin nel G8, proprio a pochi giorni dall’inizio dell’esperienza giallo-verde.

«Avete riportato una grande vittoria, un grande risultato. Complimenti, sono molto contento, tu sei il grande vincitore delle elezioni in Italia», così Donald Trump parlava di Conte a margine del meeting canadese.

Una posizione, che secondo la Cnn, sarebbe stata ribadita nel paese basco da Conte, pronto per riaffermare il suo impegno per un ritorno della Russia nel gruppo degli 8 Paesi più industrializzati al mondo.

Con pazienza, da avvocato, a presidente del Consiglio, Conte si è fatto strada nelle cancellerie europee e atlantiche. Anche negli ultimi giorni, durante l’incontro di Biarritz, i due leader sembra abbiano avuto modo di parlarsi e di intrattenersi a lungo, pur se non in forma bilaterale.

Un partner gradito non solo a Washington ma anche all’Europa, come dimostrato dall’ultima decisione, avallata da Conte, di offrire il voto alla candidata popolare Ursula von Der Leyen per la leadership della Commissione europea.

E oggi la chiosa di Luigi di Maio, il leader del partito anti-establishment, che ha accolto di buon grado l’endorsement di Trump al candidato dei 5 stelle per la formazione di un nuovo esecutivo.

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