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L’Albania non vuole rinnovare l’accordo con Meloni per il Cpr oltre il 2030

12 Maggio 2026 - 10:40 Alba Romano
edi rama giorgia meloni
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L'annuncio del ministro Hoxha: Tirana entrerà nell'Ue
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L’Albania non intende estendere il suo accordo migratorio con l’Italia oltre il 2030. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri albanese, Ferit Hoxha, in un’intervista ad Euractiv. «Prima di tutto, dura cinque anni e non sono sicuro che ci sarà una proroga. In secondo luogo, non ci sarà alcuna proroga perché saremo membri dell’Unione europea», ha dichiarato il ministro.

L’accordo e l’extraterritorialità

L’accordo quinquennale, che permette all’Italia di utilizzare le due strutture di Gjader e Shengjin come centri di detenzione per migranti che non hanno ottenuto asilo in Italia, è stato ratificato all’inizio del 2024 e avrà bisogno di una proroga per continuare oltre il 2029, proprio pochi mesi prima della scadenza indicata dall’Albania per l’ingresso nell’Unione europea. «Tutti hanno fatto lo stesso calcolo», ha detto Hoxha, riferendosi all’obiettivo dell’Albania di entrare nell’Ue entro il 2030. «Una volta che l’Albania entrerà, quello non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio dell’Unione europea», ha aggiunto.

L’adesione dell’Albania

Hoxha ha respinto le ipotesi secondo cui ciò potrebbe incentivare il governo italiano – che sostiene l’ingresso dell’Albania nell’Ue – a non permettere all’Albania di aderire, pur di mantenere operativi i centri. «L’Italia aveva bisogno di aiuto. Noi abbiamo aiutato. E questo non può essere dimenticato», ha dichiarato Hoxha. Nei giorni scorsi secondo alcune indiscrezioni il governo Meloni stava lavorando per tornare a mandare nei due centri le persone salvate in mare, come stabiliva la lettera del patto prima delle sentenze dei giudici.