«Sono Robert, datemi da bere»: il fuggitivo di Poggioreale si è arreso al caldo e al sonno

L’evasione, organizzata in solitaria, non poteva avere successo: l’uomo non aveva un luogo dove andare, era senza denaro, acqua e cibo. La gamba malconcia l’ha trattenuto a pochi chilometri dalla casa circondariale

Quando la Squadra mobile della questura ha intercettato il 32enne polacco, in carcere dal 5 dicembre con l’accusa di aver assassinato un cittadino ucraino, l’uomo non ha opposto resistenza. Con una gamba ferita durante la fuga e disidratato, Robert Lisowski ha subito confermato agli uomini delle forze delle ordine: «Sono Robert, datemi da bere, ho tanta sete». Era evaso ieri, 26 agosto, dal carcere di Poggioreale.

La gamba ferita

Negli ultimi cent’anni, non si era registrata nessuna evasione dal carcere campano. Quella di Lisowski, sorprendente per alcuni aspetti, non era abbastanza pianificata una volta varcate le mura del carcere: il polacco non si era allontanato particolarmente dalla casa circondariale, è stato ritrovato in via Camillo Porzio. La fune improvvisata, fatta di stracci di lenzuola, che gli ha permesso di saltare da una finestra della chiesa in carcere e calarsi da un bastione alto sei metri, gli ha lesionato la gamba.

Un lupo solitario

Chi l’ha arrestato e portato in questura, ha detto che Lisowski ha dormito male e pochissimo: i segni della prima notte da uomo libero sono due profonde occhiaie e una stanchezza evidente. Il lupo solitario ha organizzato la fuga da solo.

Senza cibo, acqua, soldi e un tetto per dormire, è riuscito a sfuggire al dispiegamento di carabinieri e polizia soltanto per una notte. Adesso sarà riaccompagnato nella casa circondariale più sovraffollata di Europa.

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