Champions, Napoli opaco e sprecone: 0-0 col Genk. Milik sbaglia tutto

Due traverse e un palo non bastano agli azzurri. I belgi strappano un punto

Il Napoli esce con un solo punto dalla Luminus Arena di Genk. I padroni di casa impongono il pareggio a reti bianche grazie a una gara di grande sostanza, ma anche ai clamorosi errori sotto porta degli azzurri: in primis quelli di Milik, due traverse e un terzo gol divorato nel primo tempo. Un palo e una super occasione anche per Callejon. Nel finale Ancelotti, che lascia Insigne in tribuna, rischia anche la beffa.

Milik sciupone

Il primo tempo racconta che il Napoli ha le migliori occasioni, ma la enorme differenza tecnica tra le due squadre è in dissolvenza. L’intraprendenza del Genk non è da Oscar del tatticismo, ma è atletismo che contribuisce a scaldare lo stadio delle Fiandre e a equilibrare una partita alla quale il Napoli non approccia con lo spirito guerriero.

Con Insigne (scuro in volto) e Ghoulam in tribuna per scelta tecnica, gli azzurri decidono di attaccare da sinistra. E’ da lì che al quarto d’ora Mario Rui opera un cambio di campo sul quale si avventa Callejon: tiro deviato dal portiere, palo. Sulla respinta Milik due volte: prima la traversa, poi palla alta.

Dovrebbe essere il turning point del match. E, invece, il Genk rintuzza colpo su colpo. Quello di Cuesta, che sporca una conclusione da fuori, è bizzarro ma Meret deve soffiare sul pallone pregando che esca. Preghiera esaudita.

Ancelotti non è soddisfatto. Fabian non è il solito, Elmas gioca a un tocco ma è troppo solo. Lozano si nasconde e Milik continua nel suo digiuno. A secco dallo scorso aprile, il polacco si mangia un’altra rete quando su cross di Callejon, libero da marcature, spedisce alto.

San Meret

Impreca lui, imprecano i tifosi del Napoli perché Mario Rui si fa male (entra Malcuit), ma soprattutto il Genk ha sempre le fiamme che covano sotto la cenere. Meret salva due volte: prima su una mischia furibonda, poi su botta da fuori di Berge: paratissime e sospiro di sollievo.

In mezzo alle fiammate locali c’è un’altra clamorosa doppia chance per il Napoli. Koulibaly, amato ex di turno (fu pagato 1,2 milioni di euro dai belgi), trova il salvataggio sulla linea di Hrsovsky, e sul prosieguo dell’azione Milik, di testa, continua a fare beneficenza a due passi dalla porta.

Le mosse di Ancelotti

Il trascorrere dei minuti contribuisce ad irrobustire la già discreta autostima del Genk che nei primi dieci minuti della ripresa riesce addirittura a trasformare il suo impeto fisico in costante presidio della metà campo azzurra. Non che Meret non ci dorma la notte anche perché è ancora una volta il Napoli ad avere sui piedi, questa volta di Callejon, la palla giusta su assist di Fabian. Palla incrociata fuori a tu per tu col portiere.

Ancelotti decide allora di mettere dentro Mertens, nato a 70 km dallo stadio, per Elmas, e poi Llorente per uno spentissimo Milik. Un 4-2-4 con Lozano e e Callejon esterni, Fabian e Allan centrali. I riscontri, però, latitano perché il Napoli ha già avuto e sprecato troppo. E così è il Genk ad avere il clamoroso match point a 7 minuti dal termine. Allan scivola, Hagi, ex Fiorentina e figlio di Gheorghe, spara alto un rigore in movimento.

Finisce senza gol una partita che il Napoli ha sbagliato. E sotto certi versi il bicchiere non è del tutto vuoto. Se giochi così, capita anche di perderla. Ma il punto è palliativo. Ancelotti era arrivato alla Luminus Arena per fare altro.