Sick Luke, Mecna e l’imprevedibile dialogo tra rap e trap: “Neverland”, fuori l’11 ottobre – La videointervista

Sick Luke: «Molti mi hanno scritto “sei un bufu”, ma Mecna ci sta di brutto sui miei beat, fidatevi» dice ai fan. «Sì, si sono stupiti di questa collaborazione inaspettata – ammette Mecna – ma la verità è che il disco spacca»

«Non voglio sfrecciare su un Ferrari. È già una bomba il Frecciarossa che mi porta verso Bari». Dimenticate l’associazione Sick Luke – Dark Polo Gang. Ed è lo stesso Mecna ad affermarlo, cantando un verso che ascolteremo in Neverland: niente auto di lusso, donne lascive o “sciroppi”, vessilli della trap italiana. «Non ho un genere, solo i regazzini dicono che sono un trapper – ribadisce Sick Luke. – Io sono un musicista».

Treni da prendere e treni persi al posto di Tesla e Mercedes con cui sgommare. La ricerca, introspettiva, dei motivi che hanno portato alla fine di una relazione, invece delle “bitch” altrui da abbordare. Sulle basi di Sike Luke è cucito un linguaggio intimo non comune per il mondo da cui proviene. Ma il cortocircuito è reciproco, e ha influenzato anche Mecna: «Se non sono diventato un trapper lavorando con Luke, non lo diventerò mai – sorride -, ma c’è una bella commistione nei suoni: ho anche usato l’auto-tune».

Nei 10 brani che compongono Neverland, album di Mecna e Sick Luke che esce per Virgin – Universal l’11 ottobre, l’alchimia è perfetta. Nessuno dei due artisti ha corrotto la propria natura musicale, anzi: è la sonorità gradevole del rap di Mecna a comunicare spontaneamente con i beat di Sick Luke, sarto dei suoni diventato famoso per aver prodotto praticamente tutti i trapper italiani. Ma la cui abilità più grande si dimostra essere la versatilità.

Neverland, figlio di questa collaborazione apparentemente improbabile, è un esempio di sperimentazione musicale moderna. Quando osi, puoi permetterti di portare in uno stesso brano le voci di Tedua, Luché, Generic Animal, oppure di CoCo, Psicologi, Ainé, Marina, Voodoo Kid. Un incrocio sonoro difficile da inquadrare in un genere. La costante è l’animo urban degli artisti.

«Per me è stata una sfida sperimentare in un disco che contiene tantissimi riferimenti – racconta Sick Luke -. Durante il lavoro, Mecna mi dava input per fare le cose diversamente da come sono abituato e mi ci sono buttato. Produrre il disco insieme a dei musicisti inoltre è completamente diverso, ti dà infinite possibilità di creare nuovi suoni. Credo di avere un buon orecchio ma avere al mio fianco due musicisti con l’orecchio assoluto mi ha aiutato molto». Hanno lavorato all’album Valerio Bulla e Alessandro Cianci.

«Il disco è qualcosa di nuovo che abbiamo creato – dice Mecna -. Se avessi fatto il lavoro da solo o con produttori più affini a me e Luke avesse fatto un album con i suoi soliti collaboratori sarebbero usciti due risultati classici; dall’unione dei due mondi invece è nato qualcosa che non esisteva prima. In questo momento in cui ci sono miliardi di macrogeneri che si influenzano tra loro, noi abbiamo creato il nostro».

Tracklist

  1. Fuori dalla città;
  2. Neverland Feat. Marina, PSICOLOGI, Voodoo Kid, Ainè;
  3. Si baciano tutti Feat. CoCo;
  4. Se apro gli occhi;
  5. Akureyri;
  6. Perdo la testa;
  7. Non dormo mai Feat. Luchè, Tedua, Generic Animal;
  8. Canzone in lacrime;
  9. Pazzo Di Te;
  10. 🙁

Video: Vincenzo Monaco e Felice Florio

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