La polemica contro il premio nobel Peter Handke: «Ha appoggiato il genocidio e difeso i carnefici»

Tra i primi a criticarlo c’era anche il premier albanese Edi Rama. Ma la questione riguarda tutti i Balcani

È stato uno dei primi a criticare la decisione dell’accademia svedese di assegnare uno dei due nobel per la letteratura allo scrittore Peter Handke. Il premier socialista albanese Edi Rama non ha usato mezzi termini su twitter: «Non avrei mai creduto che mi sarebbe salito il vomito a causa del premio Nobel ma la mancanza di vergogna sta diventando la norma nella parte del mondo in cui viviamo». E poi: «Non possiamo diventare così indifferenti al razzismo e al genocidio».

L’accusa da lui rivolta a Handke è di aver appoggiato Slobodan Milosevic, politico serbo colpevole di crimini contro l’umanità per le operazioni di pulizia etnica compiute dall’esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia ed Erzegovina, oltre alle deportazioni e uccisioni di migliaia di albanesi. Tra gli episodi più bui delle vicenda ci fu anche la strage di Srebrenica, quando, tra l’11 e il 22 luglio 1995, i soldati serbi del generale Ratko Mladić, giustiziarono 8.372 persone, molti dei quali bambini.

Nato in una famiglia tedesco-slovena vicino al confine austriaco dell’allora Yugoslavia, Handke ha abbracciato il nazionalismo serbo. In passato Handke ha più volte sostenuto che chiunque si fosse trovato nella posizione di Milosevic si sarebbe comportato nello stesso modo arrivando perfino a negare i fatti di Srebrenica. Nel 2006 partecipò al funerale di Milosevic.

Continua la polemica nei Balcani

La polemica è passata anche dalla Madri di Srebrenica, l’associazione che riunisce le madri delle vittime della strage. «Un uomo che ha difeso i carnefici delle guerre balcaniche non può ricevere un tale riconoscimento», ha detto Munira Subasic, la presidente. In Kosovo invece è stata avviata una petizione per chiedere la revoca del riconoscimento a colui che ha «apertamente sostenuto i crimini compiuti da Slobodan Milosevic».

«Una persona che difende un simile mostro non merita alcun riconoscimento letterario, figuriamoci il premio Nobel», si legge nella petizione, appoggiata dall’Accademia delle scienze e delle arti del Kosovo (Ashak). Oltre ad Edi Rama, anche il presidente del Kosovo Hashim Thaci ha condannato l’assegnazione del Nobel a Handke che, ha detto, ha appoggiato i responsabili del genocidio compiuto in Kosovo e in Bosnia.

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