Nobel per la Letteratura a Olga Tokarczuk (2018) e Peter Handke (2019)

Assegnato anche il premio dello scorso anno, che era stato sospeso a causa dello scandalo molestie sessuali che aveva travolto il marito di una giurata

I Nobel per la Lettura 2019 vanno a Olga Tokarczuk e Peter Handke. L’annuncio è stato dato alle 13 a Stoccolma (Svezia).

Quest’anno sono stati assegnati due premi, quello del 2018 e quello del 2019. Lo scorso anno, infatti, il Nobel per la Letteratura era stato sospeso per il caso di molestie sessuali che aveva coinvolto l’Accademia svedese, l’organizzazione che seleziona i vincitori dei premi.

Lo scandalo aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault.

Perché hanno vinto il Nobel

Il premio Nobel per la letteratura 2019 è stato assegnato all’austriaco Peter Handke «per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana».

Il premio Nobel per la letteratura 2019 è stato assegnato all’austriaco Peter Handke «per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana».

Premiata – per l’anno 2018 – anche la scrittrice polacca Olga Tokarczuk «per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’andare al di là dei confini come forma di vita».

Olga Tokarczuk

Olga Tokarczuk, originaria di Sulechów, vicino a Zielona Góra, è nata il 29 gennaio 1962. Viaggiatrice ma soprattutto poetessa e narratrice, con il romanzo I vagabondi, pubblicato in Italia da Bompiani, è stata la prima polacca a vincere l‘International Man Booker Prize nel 2018.

«Oggi il libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che non c’è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento» spiegava all’Ansa.

Laureata in psicologia, si considera una discepola di Carl Gustav Jung ed è ora impegnata a scrivere un “romanzo epico” dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia.

Peter Handke

Peter Handke, invece, è nato a Griffen, in Carinzia, il 6 dicembre del 1942 da padre austriaco e da madre slovena. Vive in Francia, a Chaville, ha sempre sostenuto che «la narrativa è eterna, ma forse è vero, il romanzo è morto».

Nel 2014, in occasione dell’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, ha persino chiesto di abolire il premio stesso. Il Nobel «porta un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali» – ha detto – ma per la letteratura non porterebbe nulla.

La madre è morta suicida nel 1971, evento che ha segnato la sua vita, poi raccontato nel romanzo L’Infelicità senza desideri. Ha studiato giurisprudenza all’Università di Graz, ma senza mai laurearsi. Tra teatro, racconti, romanzi, saggi, poesie e diari, nel 1966, a soli 23 anni, ha pubblicato l’opera Insulti al pubblico.

Nel 1966 si è trasferito a Princeton, negli Stati Uniti, da dove è tornato in Europa per dedicarsi alla letteratura d’avanguardia. Nel 2016 ha ricevuto in Italia il premio Scanno e ha diviso metà del compenso con i terremotati del 24 agosto.

Drammaturgo e traduttore carinziano, è uno dei più importanti scrittori di lingua tedesca. Ha suscitato scalpore per il suo schierarsi apertamente a favore della Serbia durante la guerra serbo-bosniaca.

Leggi anche: