Caporalato, arrestato imprenditore agricolo che sparava ai braccianti stranieri per farli lavorare di più

Era entrato nell’abitazione dei braccianti sparando colpi d’arma da fuoco per dare loro una «lezione»

Usava il suo fucile a pompa sparando colpi contro i propri braccianti per «farli lavorare di più». L’uomo, un 35enne imprenditore agricolo di Terracina, era stato denunciato dai suoi stessi dipendenti di origine indiana che, oltre ai maltrattamenti, contestavano le condizioni lavorative degradanti e la mancata retribuzione conforme alla legge vigente.

Le violenze e le minacce

Il 10 ottobre l’imprenditore agricolo, armato di fucile, si era presentato negli alloggi dei suoi braccianti per dare loro una «lezione» sparando ripetuti colpi, fortunatamente senza ferirli. Nonostante ciò, aveva puntato l’arma alla gola minacciandoli con ferocia.

L’arresto

L’imprenditore, arrestato nella giornata di oggi sabato 12 ottobre in flagranza di reato, si avvaleva anche del suoi «caporali» complici del maltrattamento nei confronti dei braccianti indiani e di altre nazionalità sfruttati nei loro campi di raccolta.

Ha tentato di nascondere l’arma

A seguito dell’irruzione della Polizia, l’uomo aveva cercato di nascondere l’arma simulandone il furto. A seguito di accertamenti, gli agenti delle forze dell’ordine avevano individuato i soggetti che avevano contribuito a nascondere l’arma dell’imprenditore.

I reati

L’imprenditore di Terracina dovrà rispondere dei reati di sfruttamento del lavoro, minaccia aggravata con l’utilizzo di arma da fuoco, lesioni personali, detenzione abusiva di munizionamento e omessa denuncia di materie esplodenti, mentre per i suoi collaboratori dovranno rispondere per favoreggiamento personale e porto abusivo d’arma.

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