Alla direzione Pd torna lo streaming, Zingaretti lancia una «radicale riforma del partito» dopo la scissione

Nella relazione del segretario importanti cambiamenti nell’assetto organizzativo e il punto sulle prime azioni di governo

Nicola Zingaretti lancia una «radicale riforma» del Partito Democratico. Il segretario dem è intenzionato a dare il via durante la direzione nazionale, prevista per domani a 12 anni dalle primarie del 14 ottobre 2007 che segnarono in pratica la nascita del PD, a un cambio di passo nell’organizzazione del partito.

Intanto, prima di conoscere la forma di questa riforma, un indizio già suggerisce che si vuole chiudere una fase: la direzione sarà infatti trasmessa via streaming, una modalità introdotta dalla segreteria Renzi durante l’aspra contrapposizione sulla trasparenza con il M5S della scorsa legislatura e poi interrotta quando il dibattito pubblico fra le anime del Pd rischiava di mostrare più le divisioni del dialogo democratico.

Ora il ritorno alla diretta, si dice, per consentire anche a dirigenti e militanti che sono fuori Roma di seguire il dibattito. Nella scorsa direzione era arrivato a Zingaretti il mandato, con voto acclamazione pressoché plebiscitaria, ad aprire una fase nuova, dopo due scissioni e l’accordo di governo con M5s.

La richiesta di un rilancio del progetto era arrivata anche dall’area (ex renziana) che fa capo a Lorenzo Guerini e Luca Lotti: in uno scenario completamente cambiato rispetto all’ultimo congresso, sottolinea chi non ha seguito Matteo Renzi verso Italia Viva, visto che alcuni componenti della direzione allora in minoranza ora appoggiano il segretario.

Nella relazione di domani di Zingaretti i due punti principali saranno appunto un’ agenda del Pd al governo 12 anni dopo il Lingotto e la detta «radicale riforma del partito». Quanto all’attuale situazione Zingaretti insisterà sul fatto che i dem vogliono essere «la forza più unitaria e leale dell’alleanza» con un’agenda che sarà «per costruire e non distruggere».

Il segretario è intenzionato poi a rivendicare i primi tre punti ottenuti nella legge di Bilancio in questo primo mese di governo: meno tasse sul lavoro, fondo green, asili nido e poi piano casa. E lanciare i prossimi obiettivi: l’Autonomia e il Piano per il Sud.

Leggi anche: