AOC inchioda Zuckerberg, perché anche le prossime campagne sono ad alto rischio sulle fake news (negli Usa e in Europa)

Un discorso che vale tanto per gli Stati Uniti quanto l’Europa e l’Italia

Alexandria Ocasio-Cortez contro Mark Zuckerberg: la più giovane deputata democratica e stella nascente del partito contro il fondatore e Ceo di Facebook. Il tema è ancora una volta la propaganda politica sui social media e le responsabilità di Facebook sulla diffusione di account falsi e contenuti fuorvianti, se non addirittura bugiardi.

Così, anche l’ultima audizione di Zuckerberg, questa volta davanti alla Commissione per i Servizi Finanziari della Camera dei deputati, un’audizione che doveva trattare il tema di Libra, la criptovaluta di Facebook, è diventata un processo all’azienda. Anche in vista delle imminenti elezioni presidenziali del 2020 in cui – per stessa ammissione di Facebook – ci sono già prove di tentativi di interferenze da paesi terzi, come avvenne nel 2016.

«Avete intenzione di rimuovere i contenuti falsi?»

Facendo seguito a delle recenti dichiarazioni di Zuckerberg, in cui il CEO di Facebook aveva spiegato che la sua compagnia non avrebbe controllato i contenuti politici postati sui canali social per verificare se fossero veri o falsi – il suo ragionamento è che devono essere i cittadini e non le tech companies a stabilire quale sia la verità, insomma che Facebook non ha grandi responsabilità editoriali in merito – Ocasio-Cortez ha ipotizzato diversi scenari per metterlo alla prova.

Prima ha chiesto se sarebbe stato possibile finanziare la pubblicazione di contenuti mirati alla comunità afroamericana per creare confusione e attorno alla data delle elezioni, inducendo i cittadini ad andare a votare il giorno sbagliato. Domanda alla quale Zuckerberg ha risposto che non sarebbe stato possibile, visto le linee guide della compagnia sulla “soppressione del voto”.

Poi Ocasio-Cortez, sempre con fare severo e incalzante, ha chiesto a Zuckerberg se in via ipotetica fosse possibile pagare per pubblicare contenuti che indicassero i candidati repubblicani come sostenitori del Green New Deal, il manifesto per la transizione a un’economia più equa e sostenibile dal punto di vista ambientale co-ideata dalla stessa Ocasio-Cortez. In questo caso Zuckerberg si è dovuto arrendere: «Deputata, non so risponderle così su due piedi, penso che probabilmente sarebbe possibile farlo».

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