Il monito di Mattarella: «Contrastare le credenze antiscientifiche» – Il video

«Possono aprire pericolose falle in questo sforzo collettivo», dice il presidente della Repubblica

«La rapida circolazione di informazioni paradossalmente può provocare nuove sacche di disinformazione o addirittura la diffusione di credenze anti-scientifiche, di paure irrazionali che vanno contrastate perché possono aprire pericolose falle in questo sforzo collettivo». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale i Giorni della ricerca.

La ricerca «ci indica un metodo: per raggiungere i risultati, il successo scientifico, in ogni caso è necessaria una squadra. Tanto più nel mondo in cui viviamo, così complesso e interdipendente, non vince mai un campione solitario». La forza, insomma, per il Capo dello Stato, «è nell’impegno in comune».

La ricerca «motore della società»

La ricerca, insiste Mattarella, «è un motore della società, un motore sempre più importante in ogni ambito della vita civile. Ma la ricerca che sospinge i progressi della medicina presenta una qualità ulteriore: è un tutore prezioso della vita umana, un aiuto concreto alle persone e alle famiglie».
E «riguarda tutti noi istituzioni e società ricercatori medici e pazienti riguarda la nostra vita di comunità la nostra organizzazione civile la nostra cultura».

«Tutti possiamo contribuire alla prevenzione, alla cura della salute, alla crescita sana dei nostri ragazzi. Tutti possiamo partecipare alla costruzione di quella rete di solidarietà che garantisce sicurezza, negata da comportamenti di egoistica chiusura in se stessi», aggiunge il Capo dello Stato. Mattarella ha ricordato che i progressi nella ricerca sono stati possibili grazie al lavoro grandioso dei ricercatori e ai finanziamenti pubblici e privati ma anche ai tanti privati cittadini che hanno contribuito a reperire risorse. «Sconfiggere definitivamente il cancro è un traguardo possibile solo a condizione di un impegno comune. La ricerca stessa va pensata come impresa di comunità in cui pubblico e privato, istituzioni scientifiche ed enti no profit cooperino per fini condivisi».

Per il Presidente «fare squadra vuol dire, ad esempio, sviluppare e diffondere la prevenzione. Sempre di più, con strategie efficaci e programmi capillari. Occorre lavorare per ridurre il divario tra territori: stiamo parlando di opportunità di vita per le persone, e nel campo della salute dobbiamo sentire ancor più come un dovere, come una incalzante prescrizione quella rimozione delle diseguaglianze che la Costituzione ci indica».

La lotta contro il cancro

«Anche nella ricerca oncologica si evidenzia sempre più l’importanza clinica del sistema immunitario e dei fattori ambientali: e alcuni degli studi più recenti, con il contributo determinante di scienziati italiani, stanno aprendo nuove possibilità di intervento e di cura proprio muovendo da queste scoperte», prosegue il presidente della Repubblica. E la lotta contro i tumori « deve diventare un’occasione per irrobustire il sistema immunitario del nostro corpo sociale».

E soprattutto «la prevenzione sta dando grandi risultati, non ultima la flessione dei nuovi casi di tumori in Italia. Flessione particolarmente significativa se si pensa che questa avviene mentre si affinano gli strumenti diagnostici. Bisogna, quindi, proseguire decisamente sulla strada della prevenzione».

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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