Mattarella agli Alfieri e Cavalieri del lavoro: «Giovani costretti a partire per il loro futuro: serve un patto tra generazioni»

«Nessuna comunità può progredire se si spezza la catena della fiducia», dice il presidente della Repubblica

«Nessuna società può ben preparare il proprio domani se i giovani incontrano ostacoli nel loro percorso di crescita, o se la struttura sociale li emargina, non crea opportunità e occasioni di assunzione di responsabilità, mettendoli, talvolta, di fronte a scelte di migrazione forzata per assicurarsi un futuro».

A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a margine della cerimonia di consegna al Palazzo del Quirinale di Roma delle insegne ai Cavalieri del Lavoro nominati lo scorso 2 giugno durante la Festa della Repubblica.

Durante la cerimonia verranno insigniti del titolo di Alfieri del lavoro i 25 migliori studenti d’Italia diplomatisi negli istituti italiani, come Emma Ugolini, giovane 19enne attualmente studentessa di medicina a Milano.

Il Capo dello Stato, nel suo discorso, ha auspicato la creazione di «un consapevole patto tra le generazioni» volto a «far crescere l’Italia e confermarla il meraviglioso Paese che abbiamo ricevuto». 

Ciò, secondo Mattarella, sarebbe perseguibile «evitando artificiose contrapposizioni giovani-anziani e di porre in concorrenza le generazioni per quanto attiene alla distribuzione delle risorse pubbliche».

Per il presidente della Repubblica la distribuzione degli investimenti pubblici è di fatto «un terreno insidioso che pone in discussione la stessa coesione sociale»

«È necessaria un’alleanza tra le generazioni», prosegue Mattarella, che infine chiosa con un monito collettivo, rivolgendosi sia ai giovani sia agli anziani: «Nessuna comunità può progredire se si spezza la catena della fiducia, della trasmissione dell’esperienza, della speranza di pensare e realizzare, insieme, un futuro migliore».

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