Milano, archiviata l’inchiesta su Bellomo: l’ex giudice che imponeva il dress code alle studentesse

«Non ho fatto mai nulla di male», aveva scritto nella sua memoria, «queste studentesse dei miei corsi, poi, sono diventate tutte magistrati»

È stata archiviata, come richiesto dalla Procura, l’inchiesta milanese sull’ex consigliere di Stato Francesco Bellomo. L’ex giudice era accusato di stalking e violenza privata su 4 studentesse della sede milanese della scuola di preparazione alla magistratura Diritto e Scienza. Lo ha deciso il gip Guido Salvini non ravvisando reati e accogliendo l’istanza dei pm Barilli e Pavan.

Bellomo, divenuto noto per il dress code che imponeva alla sue studentesse e borsiste, resta indagato in un’inchiesta a Bari. A fine 2017 il caso delle avance di Bellomo finì sul tavolo del consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, l’organo di autogoverno dei magistrati del Tar e del Consiglio di Stato, che votò l’immediata destituzione di Bellomo.

Le motivazioni del gip

Il gip di Milano, Guido Salvini, ha rilevato che le relazioni instaurate da Bellomo con le allieve non fossero consone. Ma anche che non ci siano gli estremi per definirle molestie o minacce: sebbene «molte delle richieste rivolte alle borsiste appaiano inconferenti con quelli che sono i normali caratteri di un rapporto di collaborazione accademica e siano state sovente avanzate con insistenza attraverso telefonate in tarda serata e invio di e-mail, non può ritenersi che le stesse valgano ad integrare una condotta abituale di molestia e minaccia».

Il gip spiega che era «decisamente poco consono ad un corso per la preparazione dell’esame di magistratura la circostanza, riferita da numerose studentesse, secondo cui la proposta di diventare borsiste nasceva dall’immagine esteriore delle ragazze e non dall’essersi distinte per conoscenze giuridiche nella prima fase delle lezioni. Ma anche questa circostanza in sé non è di rilievo penale».

«L’attività svolta da Bellomo – si legge nel provvedimento del gip – nella gestione della sua scuola ha avuto come conseguenza la massima sanzione, quella della destituzione da Consigliere di Stato, ma con questo si esauriscono le conseguenze di un comportamento, pur certamente singolare perché, per quanto concerne almeno il segmento milanese del corso di Scienza e Diritto, non si ravvisano condotte rilevanti sul piano penale».

Il gip Salvini ha rilevato, inoltre, che «molti dei contatti intervenuti tra Bellomo e le studentesse non siano stati posti in essere in via unilaterale da parte dell’indagato, ma si siano iscritti nell’ambito di una rete di scambi connotata da reciprocità tra l’indagato e le studentesse».

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