Delitto di Roma, chi aveva ordinato la droga per cui è stato ucciso Luca Sacchi?

Ci sono ancora diversi punti da chiarire sulla vicenda, ma man mano che le indagini vanno avanti sembra diventare sempre più centrale il ruolo della ragazza di Luca, Anastasia

Ci sono ancora diversi punti ancora da chiarire sull’omicidio di Luca Sacchi, il giovane ucciso a Roma con un colpo di pistola in testa. Ma man mano che le indagini vanno avanti sembra diventare sempre più concreto il movente della droga.

A riportarlo sono i pm nel decreto del fermo. Lo stesso capo della polizia Gabrielli, pur chiedendo cautela, ha assicurato che «gli accertamenti che l’autorità giudiziaria disvelerà quando riterrà opportuno non ci raccontano la storia di due poveri ragazzi scippati».

Ma a chi sarebbe stata destinata la droga, sempre che il movente venisse confermato? Nel decreto di fermo si parla di «amici della vittima», ma sembra diventare sempre più centrale il ruolo della ragazza di Luca Sacchi, Anastasia, 25enne di origine ucraina.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, a chiamare Valerio Del Grosso, il giovane che avrebbe sparato a Luca, sarebbe stata proprio la ragazza. La prova sarebbe nel cellulare della 25enne. La giovane avrebbe cercato Del Grosso per acquistare marijuana «per lei e alcuni amici che si trovavano nel John Cabot Pub».

Dopo questo primo contatto telefonico, Del Grosso avrebbe chiesto a un suo amico Valerio Rispoli di «verificare se le persone in zona Tuscolana avessero denaro per acquistare la “merce”». All’arrivo di Rispoli, Anastasia avrebbe tirato fuori dallo zaino rosa circa due mila euro in banconote da 20 e 50 euro.

A quel punto sarebbero arrivati Del Grosso e Pirino (entrambi in stato di fermo da ieri, 25 ottobre), senza erba, ma con l’intenzione di rapinare la giovane. Pirino avrebbe colpito la 25enne con una bastonata, Luca avrebbe cercato di fermarlo e a quel punto sarebbe partito il colpo dalla pistola di Del Grosso, fatale per il giovane.

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