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Incendi in California, per la prima volta diramato l’allarme rosso estremo: oltre 200 mila persone evacuate – Le immagini

30 Ottobre 2019 - 07:35 Redazione
epa07959102 High winds fuel hot embers from a burning oak tree near Windsor, California, USA, 29 October 2019. The Kincade Fire has so far burned over 75,000 acres, an area twice the size of San Francisco, and remains approximately 15 percent contained.  EPA/PETER DASILVA
Milioni di persone in California sono preparate a rimanere al buio per cinque giorni o più
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Fiamme a ridosso di Los Angeles e roghi a nord di San Francisco: in California è di nuovo emergenza incendi. Per la prima volta è stato lanciato l’allarme rosso estremo nel sud della California. A far alzare lo stato di allarme sono sopratutto i venti che raggiungono i 128 chilometri orari. Si tratta del peggior incendio negli ultimi 12 anni. Ad essere in pericolo sono le contee di Los Angeles, Ventura e San Bernardino. Finora sono almeno 200 mila le persone evacuate.

Evacuate 20 mila persone

Sono state evacuate 20mila persone nel cuore della notte tra il 28 e il 29 ottobre nella periferia di Los Angeles. Nella zona sono rimasti distrutti almeno 200 ettari di terreno e almeno 8 abitazioni sono state distrutte dalle fiamme.

Migliaia i vigili del fuoco coinvolti, che sono riusciti finora a contenere solo il 5% per cento degli incendi. A nord di San Francisco, nella contea di Sonoma famosa per i suoi vigneti, la situazione è ancora più grave: 30mila ettari sono andati distrutti e più di 400 campagne sono state divorate dal fuoco.

Da Brentwood, l’area delle ville hollywoodiane (anche Arnold Schwarzenegger e la star della Nba, LeBron James hanno dovuto abbandonare le loro case), fino a Pacific Palisades, sono andate a fuoco le colline a nord di Los Angeles, dove si trova anche il famoso Getty Center, polo museale internazionale tra il parco di Westridge e il campus dell’Università della California.

Il museo, che ospita migliaia di reperti di inestimabile valore, è ora a rischio. Tra le opere conservate nel Getty c’è anche l’Atleta di Fano, la scultura bronzea a opera di Lisippo che è da anni al centro di una contesa giuridica tra l’Italia e il museo californiano. L’amministrazione del Museo ha comunque deciso di non spostare nessun reperto perché «la struttura è progettata e costruita per resistere a queste calamità», ha spiegato la portavoce del Museo, Lisa Lapin.

Le cause degli incendi

A causa di un rinforzo dei venti di Santa Ana – che potrebbero raggiungere i 130 chilometri orari tra stanotte e domani – la situazione in tutta la California è destinata a peggiorare. Ma se il bilancio si sta aggravando non è solo per la presenza dei venti: pesa anche la disorganizzazione e lo stato della rete elettrica.

La Pacific Gas & Electric, la compagnia elettrica che gestisce la maggior parte del servizio in California, ha annunciato che potrebbe decidere il terzo blackout in meno di una settimana. Al momento è stato programmato il blackout per un milione e mezzo di persone, che però potrebbero diventare 4 nelle prossime ore.

Due degli incendi recenti, scoppiati domenica a Lafayette, a 30 chilometri a nordest di San Francisco, sarebbero stati provocati proprio dal malfunzionamento del sistema elettrico. I cortocircuiti, innescati dal surriscaldamento, hanno probabilmente finito per alimentare il fronte del fuoco.

«Non possiamo bloccare tutto il sistema», si è giustificato con i giornalisti il Ceo della Pacific, Andy Vesey. Poco dopo è arrivato l’ordine di blackout nella zona senza essere stato notificato in anticipo, nel quale sono stati coinvolti 23 mila utenti, tra cui 500 legati a macchinari medici per motivi di salute. «Apriremo un’indagine su quanto successo», ha promesso il governatore della California, Gavin Newsom. «E chi ha sbagliato, pagherà».

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Foto di copertina: Twitter