Modena, pedofilo tenta di adescare bambini su TikTok e Whatsapp. Circola una foto, ma non condividetela!

Denunciano un caso di pedofilia nel modenese e diffondono le foto del presunto colpevole. Meglio non farlo!

Un utente ci ha inviato via Whatsapp una comunicazione diffusa dall’Istituto Comprensivo 1 Modena in cui il dirigente scolastico, la Prof.ssa Concetta Ponticelli, informa le famiglie degli alunni in merito a una segnalazione di un genitore di una classe quarta che denuncia un fatto orrendo: attraverso l’App nota come Tik Tok un pedofilo abbia tentato di adescare suo figlio. L’invito della dirigente, più che corretto, è quello di prestare la massima attenzione sull’utilizzo che i propri figli fanno dei giochi e delle App.

Lo screenshot della comunicazione condivisa tra i gruppi Whatsapp.

L’utente, un genitore di un’altra città dell’Emilia Romagna, ci spiega che questa comunicazione e altri screenshot vengono diffusi nelle chat dei genitori per mettere in allarme i genitori. Giusto, ma il problema riguarda invece gli screenshot dove verrebbe mostrata la chat tra il presunto pedofilo e il bambino. Open è in possesso degli screenshot con il volto del presunto pedofilo e li ha prontamente segnalati al Comando Provinciale dei Carabinieri di Modena che si stanno occupando del caso. In accordo con l’Arma, non pubblicheremo in alcun modo il volto della persona ritratta per alcuni semplici motivi che andremo a spiegare.

Il presunto dialogo tra l’uomo e il bambino che circola via Whatsapp.

In questo momento ci sono delle indagini in corso e visto quanto possano essere utilizzati i social, così come anche le chat, per danneggiare qualcuno non possiamo essere certi che l’uomo ritratto negli screenshot sia il presunto pedofilo. Infatti, le foto potrebbero essere state rubate da un profilo per nascondere la vera identità del pedofilo, oppure usate appositamente per accusare ingiustamente qualcuno. In questi casi, dunque, ci vuole molta cautela.

Risulta facile, umanamente parlando, lasciarsi andare e iniziare una caccia all’uomo condividendo gli screenshot ad amici e parenti, ma un caso simile era accaduto in passato accusando ingiustamente un innocente. Il caso è quello di Alfredo Mascheroni, infatti il suo account era stato diffuso tramite le varie chat come Messenger e Whatsapp accusandolo senza alcuna prova effettiva di essere un pedofilo.

Dobbiamo lasciare la ricerca del colpevole alle Forze dell’Ordine, invitando chi ha qualche informazione in più a contattare il Comando Provinciale di Modena o la Polizia Postale anziché condividerle nelle chat dei genitori, in quella di calcetto o del corso di uncinetto. Ma soprattutto, come invita giustamente il dirigente scolastico nella sua comunicazione ai genitori, fate attenzione perché anche se i nostri figli sono “smart” e “nativi digitali” – o “ipertecnologici”, come preferite – non vuol dire che non possano cascare tra le mani di un mal intenzionato.

Leggi anche: