ArcelorMittal, lo sgambetto al governo di Renzi è ufficiale: «Pronto un emendamento per reintrodurre lo scudo penale»

«Il problema è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti», ha detto il leader di Italia viva

Subito dopo la bomba su Taranto sganciata ieri, 4 novembre, da ArcelorMittal, Matteo Renzi aveva risposto con uno sgambetto al governo, in un inedito asse tra i due Mattei.

Oggi arriva la conferma: non solo l’ex premier conferma di essere contrario alla decisione del M5s di eliminare lo scudo penale sugli interventi ambientali da parte dell’azienda, ma annuncia anche che Italia viva ha già preparato un emendamento, pronto per essere presentato.

«Credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al Dl fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)», ha detto Matteo Renzi.

L’ex premier non ha risparmiato però una critica al colosso dell’acciaio: «Se ne vogliono andare. Io sostengo che lo abbiano previsto da tempo e usino la scusa della rimozione dello scudo penale (scelta sbagliata del governo Conte 1, scelta ancora non sanata – purtroppo – dall’attuale maggioranza) per andarsene. Parlare dello scudo penale significa guardare il dito mentre il dito indica la Luna».

Ma ha preso le distanze da Matteo Salvini, che ha espresso una posizione molto simile a quella del leader di Italia viva: «Io penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in tv a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione».

Renzi si è detto «pronto a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c’è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla».

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