Meloni: «Non aver condiviso in toto i contenuti della commissione Segre non equivale a dire che è giusto sostenere l’antisemitismo»

La leader di Fratelli d’Italia ha altresì riconosciuto che «c’è un problema oggettivo di sicurezza per gli ebrei che vivono nel nostro Paese»

«Non aver condiviso in toto i contenuti della commissione Segre non equivale a dire che è giusto sostenere l’antisemitismo». A dirlo è la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che, in un’intervista a la Repubblica, ha ribadito: «Io non ho problemi a dire che condanno l’antisemitismo».

Meloni ha detto di essere consapevole che «molti rappresentanti della comunità ebraica sotto scorta», e il caso della senatrice a vita e testimone della Shoah Liliana Segre «non è il primo caso né in Italia né in Europa, ma questo, ovviamente, fa più rumore». Meloni riconosce apertamente che «c’è un problema oggettivo di sicurezza per gli ebrei che vivono nel nostro Paese».

La leader di Fratelli d’Italia ha poi bacchettato la decisione della giunta comunale di Pescara di negare la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, spiegando: «Noi a Latina abbiamo detto di essere d’accordo con un riconoscimento simile. Se servono dei segnali per proteggere i simboli, diamoli». 

Meloni, infine, è tornata a parlare della mozione Segre, puntualizzando che l’obiezione di Fratelli d’Italia consiste nel fatto che tale commissione sarebbe «composta da politici che a maggioranza decidono quali siano le parole d’odio», e che questo non la tranquillizza perché «ci sarebbero concetti e punti di vista non punibili penalmente, ma pericolosi», nonché difficili da accertare, dal suo punto di vista. 

Infine Meloni chiosa: «Solo una persona non onesta intellettualmente può dire di me che istigo odio. Ho già condannato tutti, guardi. Sono nata 30 anni dopo il fascismo, sono figlia dell’Italia repubblicana. Ma sono di destra».

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