Hate speech, la Lega si astiene sulla mozione di Liliana Segre contro istigazione a odio e violenza

Il rischio, secondo il Carroccio, è che si finisca col fare un uso strumentale della commissione proposta da Segre

Il gruppo della Lega ha annunciato in aula a Palazzo Madama la propria astensione sulla mozione di maggioranza a prima firma Liliana Segre per l’istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza su basi etniche e religiose.

Il Senato si era riunito oggi per discutere la mozione. Nel suo intervento, la senatrice del Carroccio Stefania Pucciarelli ha spiegato che «non aver voluto trovare punti di condivisione per far nascere la commissione col consenso di tutti è stata un’occasione persa. Non per togliere nulla alla senatrice Segre – ha aggiunto – cui va tutta la nostra solidarietà, ma con questi presupposti il gruppo della Lega si asterrà».

«Allora saremo ben lieti di arrivare a una mozione comune, altrimenti ognuno si voterà la propria», ha detto nel pomeriggio il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo intervenendo in Aula. «Noi della Segre ci fidiamo, la sua proposta è basata sulla buona fede e sulla volontà di contrastare certi fenomeni – ha aggiunto -. Ma non abbiamo questa fiducia verso altri. Temiamo che quando si istituisca questa commissione, si finisca per farne un uso strumentale».

Poi ha aggiunto alcune domande a sostegno delle perplessità del gruppo parlamentare: «Sostenere che la famiglia è formata da un uomo e una donna è considerata un’espressione di odio rispetto ad altri tipi di famiglia? Sostenere che gli islamici portano con sé anche il germe dell’antisemitismo, è odio o no? O che l’immigrazione illegale possa mettere a repentaglio il nostro stile di vita e la nostra civiltà, è odio?».

Quindi ha rimarcato: «Non vogliamo che la buona proposta della Segre si trasformi in qualcosa che, se sgradito al pensiero dominante o al politically correct, venga usato per colpire le opinioni di altre persone».

Salvini: «”Prima gli italiani” non è razzismo»

Sulla decisione è intervenuto infine anche il leader della Lega, Matteo Salvini spiegando che il Carroccio è «contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovverosia il “prima gli italiani”».

«Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno Stato di polizia che ci riporti a Orwell», ha concluso Salvini.

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