Caso Segre: dopo Carfagna ecco Cangini. L’ex direttore del «Resto del Carlino», senatore di FI si dissocia

«Forza Italia ha sacrificato il proprio spirito liberale sull’altare dell’accordo con la Lega», scrive Cangini

Dopo Mara Carfagna, fortemente critica della scelta del suo partito di astenersi sul voto al Senato per la commissione Segre, arriva anche il commento duro di Andrea Cangini, senatore azzurro ed ex direttore del Resto del Carlino.

«Assieme ad altri colleghi di Forza Italia, ho sentito il dovere di dissociarmi dal voto espresso nell’aula del Senato dal mio gruppo politico sulla cosiddetta Commissione Segre. L’ho fatto per due questioni, una di merito, una di forma», scrive Cangini sull’Huffington Post. Il senatore sostiene che la mozione «non presentava particolari motivi di contrarietà».

«Astenendoci sulla mozione Segre assieme a Lega e Fratelli d’Italia – continua Cangini – siamo a mio avviso cascati nella trappola con tutte le scarpe».

L’antisemitismo è in crescita sia in Italia che in Europa, scrive Cangini, una crescita che il senatore mette in correlazione alla crescita della popolazione musulmana in Europa: «È chiaro che non sarà una commissione parlamentare a scongiurarlo, ma altrettanto chiaro è che meglio sarebbe stato che il Parlamento avesse dato un segnale univoco».

Cangini affonda poi sulle alleanze politiche del suo partito: «Forza Italia ha sacrificato il proprio spirito liberale sull’altare dell’accordo con la Lega. Due messaggi a mio avviso gravemente dannosi per il partito, per il centrodestra e per l’Italia».

Ma Cangini non è solo. Al senatore si sono accodate anche le deputate di Forza Italia Deborah Bergamini e Renata Polverini: «Il mio applauso e la mia solidarietà a Liliana Segre», afferma Bergamini. «È stato un grave errore astenersi sul voto alla commissione contro odio, razzismo e antisemitismo istituita in Senato».

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