Mozione Segre, Carfagna si smarca dall’astensione di Forza Italia: «Stiamo tradendo i nostri valori»

Otto senatori di Forza Italia hanno definito «un’occasione persa» l’astensione sulla mozione Segre

La mozione di Liliana Segre per l’istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza su basi etniche e religiose è stata approvata. È passata con 151 sì e 98 astenuti tra le fila del centrodestra.

Ed è proprio attorno alle astensioni che sta montando la polemica. A criticare la scelta di non votare la mozione non sono solo le forze maggioranza M5s e Pd, ma anche esponenti politici delle stesse forze di opposizione.

È il caso di Mara Carfagna che con un tweet si è smarcata dalla scelta del suo partito: «La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle».

Dopo la presa di posizione sull’uscita dal partito di Giovanni Toti, la deputata torna a criticare il suo partito: «Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centrodestra andiamo a rimorchio senza rivendicare nostra identità».

Ma Carfagna non è l’unica di Fi a non condividere la scelta dell’astensione. «Sono sinceramente amareggiata per l’astensione espressa dal gruppo di Forza Italia al Senato sulla mozione proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre. Di fronte al tema dell’odio razziale e dell’antisemitismo non ci sono ragioni o motivazioni politiche che tengano», ha detto la deputata Sandra Savino.

Otto senatori di Fi: «Occasione persa»

Allo stesso modo otto senatori di Forza Italia hanno definito «occasione persa» l’astensione sulla mozione Segre. «Oggi in aula al Senato abbiamo perso un’occasione, con il nostro voto di astensione sulla istituzione della cosiddetta Commissione Segre, per ribadire la nostra vocazione autenticamente liberale, che ci consente di coniugare, la difesa della libertà di espressione con i limiti che doverosamente la legge prevede per l’incitamento all’odio, alle discriminazioni razziali, religiose e di genere», hanno dichiarato in una nota comune i senatori Andrea Cangini, Andrea Causin, Barbara Masini, Laura Stabile, Sandra Lonardo, Massimo Mallegni, Franco Dal Mas e Roberto Berardi.

«Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il linguaggio d’odio che spesso abita la società e i social media, dove sono i giovani e giovanissimi a trovarsi di fronte a quello che rischia sempre di più di diventare la normalità. Su un tema del genere era forse più saggio non rappresentare un Parlamento diviso in schieramenti politici contrapposti. Questa volta ci siamo adeguati, in futuro non è detto che lo faremo», concludono i senatori.

Le motivazioni di Fi

«Non condividendo taluni contenuti della mozione della maggioranza e ribadendo la massima solidarietà alla senatrice Segre per gli odiosi attacchi che subisce sulla Rete, Forza Italia si asterrà sulla mozione della maggioranza ma sin d’ora assicura il suo fattivo contributo ai lavori della istituenda commissione parlamentare», ha detto il vice-capogruppo vicario di Forza Italia Lucio Malan prima del voto.

«Sul piano dei contenuti riteniamo troppo ambiguo il passaggio sul contrasto ai nazionalismi e la necessità di colpire anche dichiarazioni “sgradite” anche quando non siano lesive della dignità della persona. Per noi prevalgono sempre i principi della libertà di espressione sanciti dalla nostra Costituzione, nei limiti previsti dalla legge», ha aggiunto Malan.

Una giustificazione simile a quella espressa da Matteo Salvini: «La Lega è contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovverosia il “prima gli italiani”».

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