Insulti a Liliana Segre, Lamorgese: «Massimo impegno del Viminale per contrastare il linguaggio di odio»

«Liliana Segre rappresenta la memoria di una pagina terribile della storia. La sua figura e il suo impegno civile costituiscono un esempio per il Paese e devono essere di ispirazione per tutte le giovani generazioni», dice la titolare del Viminale

La senatrice a vita Liliana Segre è vittima di circa duecento messaggi d’odio al giorno, prevalentemente dal contenuto antisemita. Dopo la pubblicazione del report dell’Osservatorio antisemitismo, sono stati in molti a stringersi intorno a Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e testimone della Shoah. 

E se il premier Giuseppe Conte ha assicurato che inviterà «tutte le forze politiche che sono in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio», la senatrice ha ricevuto messaggi di solidarietà da parte degli esponenti di tutte le forze facenti parte dell’arco parlamentare. 

L’ultima, in ordine di tempo, a esprimere solidarietà alla senatrice è stata la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha reso noto di aver avuto un colloquio telefonico con la senatrice a vita. 

«Ho telefonato a Liliana Segre per esprimerle la vicinanza e la solidarietà mia e di tutto il ministero dell’Interno riguardo alle minacce, agli attacchi ed agli insulti razzisti che riceve quotidianamente sulla rete», ha dichiarato Lamorgese.

«La conosco da anni. Rappresenta la memoria di una pagina terribile della storia. La sua figura e il suo impegno civile costituiscono un esempio per il Paese e devono essere di ispirazione per tutte le giovani generazioni». 

E infine Lamorgese, dopo aver comunicato che incontrerà la senatrice mercoledì 30 ottobre, assicura: «È massimo lo sforzo del ministero dell’Interno per contrastare il linguaggio di odio e intolleranza oramai troppo diffuso in rete. Occorre un impegno da parte di tutti per contrastare un fenomeno intollerabile».

Segre già richiese l’istituzione di una «commissione sui fenomeni dell’hate speech»

Segre aveva in precedenza richiamato l’attenzione dell’allora nascente governo M5s-Pd sul clima d’odio, accusando alcuni esponenti dell’ex governo gialloverde di fomentare odio razziale. 

«Mi hanno preoccupato gli episodi sul rischio di imbarbarimento della società sui casi di razzismo trattati in modo simpatico – diceva la senatrice Segre a margine del voto di fiducia al governo giallorosso – e quando troppo spesso al confronto delle idee si sostituisce il dileggio dell’avversario, anche con il ricorso a simboli religiosi che a me fanno pensare a un pericoloso revival».

La senatrice, inoltre, aveva apertamente fatto richiesta al nuovo esecutivo «di ripristinare un terreno di valori condivisi, fatto di difesa costante della democrazia e di quei principi di solidarietà previsti dalla Costituzione». 

Infine Segre, in chiusura del proprio discorso al Senato, aveva richiesto esplicitamente «l’istituzione di una commissione sui fenomeni dell’hate speech, dell’intolleranza, dell’antisemitismo», sottolineando come abbia vissuto sulla propria pelle come dalle parole dell’odio sia facile passare ai fatti.

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