Liliana Segre vota la fiducia, ma lancia un monito: «Preoccupata dal clima d’odio»

La senatrice a vita, testimone della Shoah, ha annunciato in Aula del Senato il suo voto a favore della fiducia al governo Conte bis

«Sono 89 gli anni». È con una flebile voce che la senatrice a vita Liliana Segre ha aperto il suo intervento nell’aula del Senato, durante la discussione sulla fiducia al Governo M5s-Pd, dopo aver ringraziato la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che le ha dato la parola facendole «Tanti cari auguri di buon compleanno». 

Unica sopravvissuta della sua famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz e da anni testimone degli orrori del nazifascismo, in particolare modo nelle scuole e con i giovani, la senatrice a vita Liliana Segre, con toni pacati ma incisivi, ha tenuto un lungo discorso in cui ha aspramente criticato il clima d’odio del nostro tempo e alcuni esponenti dell’ex governo gialloverde, accusati di fomentare odio razziale e fautori dell’imbarbarimento del dibattito pubblico e politico. 

«Il mio atteggiamento di fronte alla realtà e al clima che ha segnato la nascita del nuovo governo è di preoccupazione ma anche di speranza», ha dichiarato la senatrice a vita.

Segre: «Preoccupata dai casi di razzismo trattati in modo simpatico»

«Mi hanno preoccupato gli episodi sul rischio di imbarbarimento della società sui casi di razzismo trattati in modo simpatico – ha continuato la senatrice Segre – e quando troppo spesso al confronto delle idee si sostituisce il dileggio dell’avversario, anche con il ricorso a simboli religiosi che a me fanno pensare a un pericoloso revival». 

Il continuo richiamo della politica italiana a simboli religiosi ricorda il «Gott mit uns» (traduzione letterale dal tedesco «Dio con noi»), ossia il simbolo presente sulle fibbie dell’esercito nazista raffigurante un’aquila che negli artigli stringe una svastica. «A me fa questo effetto – ha detto Segre – forse qui sono la sola a cui fa questo effetto…».

Video Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Segre: «Chi salva una vita salva il mondo intero»

«La politica che investe nell’odio è sempre una medaglia a due facce che incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio dovuto alla crisi e questo è pericoloso. A me hanno insegnato che chi salva una vita salva il mondo intero, l’accoglienza rende più saggia e umana la nostra società», ha proseguito la senatrice a vita. 

«Altro motivo di sconcerto è che la Festa della Liberazione è stata da alcuni irresponsabili ridotta a una sorta di faida tra tifoserie. Secondo me non si comporta così una classe dirigente», ha ammonito Segre.

Tuttavia, malgrado il clima d’odio, la senatrice sembra voler nutrire ancora una speranza per il futuro, auspicando che «questo governo operi per ripristinare un terreno di valori condivisi». 

«La Costituzione dice di comportarci con disciplina e onore, ma anche sobrietà e rispetto per gli avversari»

Liliana Segre ha lanciato un duro monito anche alla classe politica: «La Costituzione dice di comportarci con disciplina e onore, ma anche sobrietà e rispetto per gli avversari. Una classe politica che non agisca secondo uno stile nuovo e democratico non sarà all’altezza. Ma la mia speranza è che il governo faccia proprio anche il senso civile».

«Vorrei che il nuovo governo nascesse non solo da legittime valutazioni di convenienza politica, ma anche dalla sensazione di scampato pericolo, dal senso di sollievo dopo che si è giunti sull’orlo di un precipizio e ci si ritrae in tempo», ha continuato Segre. 

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«Mi attendo che il nuovo esecutivo operi concretamente per ripristinare un terreno di valori condivisi, fatto di difesa costante della democrazia e di quei principi di solidarietà previsti dalla Costituzione. La mia speranza è che il nuovo governo faccia proprio quel senso del dovere civile», ha continuato Segre. 

La senatrice a vita, infine, ha fatto una richiesta al nuovo esecutivo giallorosso, a cui ha annunciato di intender dare fiducia: «A inizio legislatura ho presentato un disegno di legge, poi trasformato in mozione. Richiedo l’istituzione di una commissione sui fenomeni dell’hate speech, dell’intolleranza, dell’antisemitismo. Ho vissuto sulla mia pelle come dalle parole dell’odio sia facile passare ai fatti». 

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