Hong Kong, negato l’espatrio in Italia all’attivista pro-democrazia Joshua Wong

«Gli affari di Hong Kong sono affari interni alla Cina», commenta il ministero degli Esteri cinese. Il 23enne era stato invitato a Milano dalla fondazione Feltrinelli

Nessun viaggio in Italia per Joshua Wong, una delle voci leader delle proteste di Hong Kong. Wong, tra i più noti attivisti pro-democrazia dell’ex colonia britannica, era stato invitato dalla fondazione Feltrinelli per un incontro ufficiale, a Milano, previsto per il prossimo 27 novembre. Ma la Corte di Hong Kong ha rigettato la richiesta di espatrio di Wong.

Lo afferma l’ufficio del portavoce del ministero degli Esteri cinese in una nota a una richiesta di chiarimento sul possibile viaggio in Italia di Wong.

«Wong è stato uno dei principali fautori della sfida alla linea di fondo del principio “un Paese, due sistemi”, minando la prosperità e la stabilità di Hong Kong», si legge nella nota, che sottolinea come l’obiettivo dell’attivista pro-democrazia sia arrivare a una Hong Kong indipendente.

https://twitter.com/joshuawongcf/status/1194290987763265536

«Vorrei rimarcare che gli affari di Hong Kong sono semplicemente affari interni alla Cina – scrive il portavoce -. Nessun governo straniero, organizzazione o individuo ha il diritto di interferire. Se qualcuno provvede a fornire una piattaforma per quanti sono impegnati nell’indipendenza di Hong Kong noi ci opporremo con fermezza».

Intanto sul suo profilo Twitter Wong ha condannato l’escalation di violenze e le operazioni di polizia nelle università di Hong Kong: «Difenderemo la nostra isola a qualsiasi costo. Non ci arrenderemo mai», ha scritto l’attivista.

Il “no” della Cina

Già nei giorni scorsi la Cina aveva ostacolato la visita del giovane attivista: «Ci opponiamo al tentativo di fornire piattaforme o di creare le condizioni per le attività indipendentiste di Hong Kong», aveva tuonato ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, dopo la notizia dell’invito da parte della fondazione Feltrinelli.

«Alla base dell’invito di Joshua Wong c’è la voglia di sentire dalla sua viva voce come ha guidato una rappresentanza di così grande successo, con milioni di cittadini a Hong Kong», aveva precisato il direttore della fondazione, Massimo Tarantino, dopo le critiche arrivate dalle istituzioni cinesi in Italia.

I rapporti con l’Italia

Nella nota sono anche menzionati i «buoni incontri» tra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il suo omologo cinese, Wang Yi, e i «molti punti di consenso importanti raggiunti» tra Cina e Italia. La Cina, conclude il comunicato, è pronta a lavorare con l’Italia «per promuovere ulteriormente la partnership strategica complessiva tra Cina e Italia e la cooperazione concreta tra i due Paesi».

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