Sindacati: «Il recesso di Arcelor-Mittal non fermi il confronto». Confindustria: «L’Italia non può fare a meno dell’Ilva»

Mentre il colosso dell’acciaio ha iniziato la battaglia legale, i sindacati cercano un dialogo

I sindacati metalmeccanici scrivono ad ArcelorMittal e ai commissari straordinari, auspicando un «incontro urgente per discutere sulle prospettive e sul rispetto degli accordi e degli impegni assunti» al ministero dello Sviluppo Economico. La richiesta arriva nel giorno in cui il colosso franco-indiano ha depositato al tribunale di Milano l’atto di citazione per chiedere il recesso del contratto d’affitto dell’ex-Ilva.

La decisione della multinazionale era stata anticipata ai sindacati con una lettera il 5 novembre. I tre segretari generali, Francesca Re David (Fiom), Marco Bentivogli (Fim) e Rocco Palombella (Uilm), «esprimono valutazioni diverse da quelle sostenute da ArcelorMittal sulla sussistenza delle condizioni giuridiche per la rescissione del contratto di affitto e quindi per la procedura di retrocessione dei relativi rami di azienda in capo a Ilva, come già espresso dai Commissari straordinari».

Mentre il governo cerca una soluzione per i lavoratori dell’ex-Ilva (con il presidente del Consiglio che aveva anche parlato di possibile ‘battaglia legale del Secolo’), il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sottolinea: «Questa potrebbe essere una grande occasione per riparlare di sviluppo del Paese e del Mezzogiorno. Non si può fare a meno dell’Ilva, perché è una parte fondamentale della siderurgia italiana».

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