Venezia, il premier Conte: «Necessario completare il Mose». Consiglio dei ministri straordinario sullo stato di emergenza

«Non siamo nella condizione di quantificare i danni. La città ha bisogno di risolvere problemi strutturali che si trascinano da tempo»

«Voglio vedere da vicino i danni e rendermi conto della situazione», aveva detto Giuseppe Conte annunciando il suo arrivo in una Venezia dalla devastazione «apocalittica»

«Non siamo nella condizione di quantificare i danni, andrà fatta un’istruttoria ad hoc», spiega Conte alla stampa dopo l’incontro con il governatore della regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. «Zaia ha chiesto lo stato di emergenza», conferma il premier. «Domani in consiglio dei ministri prenderemo in considerazione la richiesta ma posso anticipare che allo stato non ci sono ragioni per negarlo». E quindi per stanziare i primi fondi, «per dare il segno di una fattiva partecipazione da parte del governo».

Il livello dell’acqua, nel frattempo, sta scendendo. I danni restano incalcolabili. Conte ha anche effettuato un sopralluogo nella basilica di San Marco per verificare i danni prodotti dall’acqua alta che ha raggiunto i 187 centimetri.

Il Mose

«Venezia ha bisogno di risolvere problemi strutturali che si trascinano da tempo», dice Conte. Il Mose? «Dobbiamo essere realisti: siamo al 90 o anche 93% della realizzazione, tra fondi spesi e scandali. Cosa fare? Se valutiamo l’interesse pubblico e tutti gli interessi in gioco, possiamo solo completare nel modo più rapido ed efficace questo percorso ormai pressocchè obbligato», spiega il primo ministro.

«Siamo vicini a Venezia, patrimonio dell’intera umanità», aggiunge parlando con i giornalisti. «Siamo al lavoro per risolvere i problemi che si trascinano da parecchio tempo».

Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e Trasporti, spiega che per Venezia verrà convocato quello che in gergo viene detto il «comitatone», organismo «che ci consentirà di dare slancio alle risposte per Venezia. Non solo per l’emergenza, ma per guardare oltre e dare risposte strutturali alla città che riguardano, tra l’altro, il Mose», spiega la ministra. «Daremo seguito alle procedure che sono già in campo. Ci dovremo preparare alla gestione, che avrà un grosso impatto finanziario sui costi di manutenzione ordinarie e non»

Il comitatone «ci servirà a definire il perimetro delle decisioni finali che prenderemo», aggiunge il premier. «Amo parlare di Sistema Italia: non c’è una persona sola al comando ma necessità di fare squadra. L’incontro oggi ha coinvolto il governatore Zaia, il sindaco, altri esponenti delle istituzioni. Con loro ci metteremo al lavoro».

Fonte: Twitter | Il commento di Giuseppe Conte

La devastazione «apocalittica»

Le immagini provenienti da Venezia non lasciano margini. Non è la solita aqua alta. Non è la solita marea a cui i veneziani sono abituati, quella che si presta a qualche scatto folkloristico o a qualche ripresa con uomini protetti da stivali di gomma che attraversano le Calle. 

Questa marea è qualcosa di più. Ci sono picchi che sfiorano due metri, c’è la cripta della Basilica di San Marco allagata e rivoli di acqua che entrano nei bar, nelle case e negli hotel di lusso. Luca Zaia, governatore della regione Veneto, usa queste parole: 

«Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi».

Lo stato di emergenza

Zaia ha deciso così di chiedere lo stato di emergenza nazionale, una richiesta inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Una decisione presa non solo per Venezia ma anche per tutto il territorio attorno al capoluogo Veneto. Conte assicura in serata che «non vi sono potenziali ostacoli all’accoglimento della richiesta, di cui si parlerà domani in un cdm straordinario e molto tecnico»

Le richieste sono due: «Un primo sostanziale sostegno economico per le prime spese». E poi «un successivo sostegno economico al fine di assicurare le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite, attuare gli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità, ripristinare i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato, e per la ripresa delle normali condizioni di vita della popolazione».

In copertina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (2S) durante la riunione tecnica nella Centraìe operativa comunale dopo l’acqua alta a Venezia, 13 novembre 2019. ANSA/Filippo Attili Ufficio Stampa Palazzo Chigi

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