Praga, in 300mila in piazza per chiedere le dimissioni del premier Babis – Le immagini

Trent’anni dopo la rivoluzione di velluto, i cechi chiedono ancora democrazia

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, 200.000 per la polizia, hanno manifestato a Praga oggi, 16 novembre, per chiedere al premier Andrej Babis di dimettersi. Nel giorno dell’anniversario della “Rivoluzione di velluto” che aveva portato nel 1989 al crollo del regime comunista che governava l’allora Cecoslovacchia, i cittadini hanno marciato pacificamente nella zona di Letna.

Foto: Epa

Quello che li ha portati a chiedere le dimissioni del premier è un presunto conflitto d’interesse da parte di Babis tra il suo ruolo di premier della Repubblica Ceca e quello di titolare della holding agro-alimentare Agrofert. Il primo ministro è infatti stato accusato di aver usato fondi europei per la sua attività privata. I manifestanti hanno dato al premier conservatore tempo fino alla fine dell’anno per scegliere se sbarazzarsi della holding o dimettersi.

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Se non scegliesse, i giovani organizzatori dell’associazione “Un milione di momenti per la democrazia” sono pronti a convocare nuove manifestazioni di massa. I manifestanti hanno cantato: «Siamo qui», uno degli slogan intonati 30 anni fa. Tra chi ha preso la parola, anche ex dissidenti che avevano partecipato alle contestazioni degli anni ’80.

Allora le piazze gridavano contro un governo autoritario, ora contro uno che è stato democraticamente eletto. Ma i manifestanti sono convinti che andare alle urne ogni 4 anni non basta: serve molto altro per formare una democrazia.

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