Caso Open Arms, Salvini nuovamente indagato dalla Procura di Agrigento

Le ipotesi di reato a carico del leader della Lega sono sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio

Nuova indagine a carico del leader della Lega Matteo Salvini per il caso Open Arms, dopo il fascicolo aperto sul caso Diciotti. Le ipotesi di reato a carico del leader della Lega sono sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. A renderlo noto è Alessandra Ziniti de La Repubblica.


A condurre le indagini è stato nuovamente il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, lo stesso pm che autorizzò lo sbarco dei migranti a bordo della Sea Watch lo scorso giugno. 

Lo stesso Patronaggio che il 20 agosto scorso, dopo aver effettuato un’ispezione sulla nave (definendo la situazione potenzialmente «esplosiva»), aprì un fascicolo di indagine verso ignoti, disponendo il sequestro della Open Arms, e ordinando l’immediata evacuazione dei 164 migranti a bordo, dopo 19 giorni in mare.

https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1167081866932948993

Il fascicolo a carico di Salvini è passato dalla procura agrigentina alla Dda di Palermo. Ora il procuratore capo Franco Lo Voi, entro 10 giorni dalla ricezione dell’atto, dovrà o convalidare le ipotesi di reato, o riformularle, o archiviare il caso.

La risposta di Salvini

Pronta anche la risposta del leader della Lega che, a margine del congresso del Sap a Rimini: «Magari chiederemo conto a qualcuno di come utilizza il tempo e il denaro che i cittadini italiani investono in giustizia.

«Temo – ha proseguito il leader del Carroccio – che ad Agrigento e in giustizia ci siano problemi ben più gravi che non rompere le scatole a Matteo Salvini». L’ex vicepremier si è detto «stufo», ribadendo: «Ho fatto quello che gli italiani mi chiedevano di fare: ho difeso i confini».

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