Bolivia, approvata la nuova legge elettorale che esclude la ricandidatura di Morales

Il decreto legge vieta di ricandidarsi per la stessa posizione a chi è stato in carica negli ultimi due mandati

A un mese dalle elezioni boliviane e dall’accusa di brogli elettorali al presidente Evo Morales, rifugiatosi in Messico, entrambe le Camere del Congresso boliviano hanno approvato, all’unanimità e in via definitiva, il disegno di legge per annullare le elezioni generali del 20 ottobre e aprire la strada a una nuova consultazione. Ora il documento aspetta l’approvazione della presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, per essere promulgato. Anez ha già annunciato che firmerà la legge oggi, 24 novembre.


L’approvazione del disegno di legge apre uno spiraglio per lo sblocco della crisi politica, mentre le autorità hanno aperto un dialogo con i manifestanti per mettere fine a settimane di disordini in cui sono state uccise almeno 32 persone. Le proteste sono esplose sulla scia delle accuse di brogli elettorali mosse contro Morales, nella consultazione del mese scorso. L’escalation ha portato poi alla fuga del presidente a seguito di una ribellione delle forze armate del Paese.

La nuova legislazione, tra le altre cose, vieta di ricandidarsi per la stessa posizione a chi è stato in carica negli ultimi due mandati; una misura che colpisce direttamente Morales, il quale non potrà quindi ripresentarsi alle urne.

La legge, inoltre, stabilisce la nuova elezione dei sette membri del Tribunale supremo elettorale (Tse), dopo che i precedenti erano stati rimossi con l’accusa di aver manipolato i risultati del voto di ottobre. Il Tse sarà incaricato di fissare la data per le nuove elezioni, che Anez ha promesso si terranno “il prima possibile”.

«Voglio ringraziare il Parlamento per aver compreso e ascoltato le richieste del popolo boliviano», ha dichiarato la presidente ad interim, che molti reputano illegittima, dopo l’approvazione del disegno di legge sia da parte del Senato, che della Camera.

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