ArcelorMittal, scompare dall’organigramma il nome del dirigente che aveva parlato ai pm milanesi

Mentre la compagnia franco-indiana è tornata a negoziare con il Governo per valutare se continuare a gestire l’acciaieria, sono stati comunicati nuovi cambi ai vertici

Via dai vertici dell’azienda proprio il funzionario che ha scelto di parlare con i pm milanesi. Sarebbe sparito dall’organigramma di vertice di ArcelorMittal Italia, spiega il Fatto quotidiano, il nome di Sergio Palmisano, attualmente a capo del settore “Salute e Sicurezza” della multinazionale che gestisce l’ex Ilva di Taranto.

Almeno fino al 1 dicembre 2019, data in cui dovrebbero entrare in vigore i nuovi cambi all’organizzazione. Il motivo non è chiaro, ma è significativo che Palmisano sia uno dei dirigenti interrogati dai pm di Milano sulla presunta decisione da parte ArcelorMittal di chiudere gli impianti.

Le perdite dietro alla chiusura

La parte più delicata della testimonianza di Palmisano riguarda i dettagli rivelati ai pm sull’andamento economico dell’azienda. ArcelorMittal, ha detto il manager, non è riuscita a recuperare i risultati negativi registrati nel primo trimestre. E i conti sono andati peggiorando nel secondo e nel terzo.

Una crisi che avrebbe portato l’azienda a disdire gli ordini dei clienti nel quarto trimestre e che, così sostengono i pm, sarebbe il vero motivo dietro alla decisione di spegnere gli impianti.

Altri cambi ai vertici

Dalla lettera inviata dal capo del personale, contenente il nuovo organigramma si apprende che al posto di Palmisano dovrebbe subentrare Alessandro Labile, incaricato di guidare il settore Ambiente.

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