Sigarette elettroniche: aumentano i casi di malattie polmonari legate all’uso di essenze irregolari

Al momento il problema sembra riguardare solo gli Usa, ma il fenomeno comincia a essere studiato anche nel Regno Unito e in Germania

Come abbiamo già scritto in altri articoli, non dobbiamo confondere la sigaretta elettronica in sé con il tipo di essenze che vengono consumate. Quello di cui stiamo parlando è piuttosto il rischio che proviene dall’utilizzo di essenze “fai da te”. In certi Paesi, come gli Stati Uniti, la loro diffusione sta diventando preoccupante.

Il problema ha comunque ripercussioni anche sul mercato delle e-cigarette. Pensiamo alla recente presa di posizione di Apple che ha rimosso 181 App legate all’uso delle sigarette elettroniche, a seguito di diverse morti correlate allo svapo negli Usa.

Lo stato attuale dell’emergenza negli Stati Uniti

Stando a recenti dati della Sanità americana, sarebbero almeno 2290 i casi confermati o «probabili» di pazienti affetti da malattie polmonari correlate allo svapo irregolare. Secondo Reuters nell’anno corrente si sono contati 47 decessi.

Per il Cdc (Center for disease control and pevention) la settimana scorsa il conteggio era di 2172 casi, con 42 morti in 25 Stati a causa delle malattie polmonari correlate allo svapo. Il principale sospettato al momento è la «vitamina E acetato».

Si tratta di una sostanza utilizzata per il taglio di buona parte delle essenze irregolari, trovata in 29 pazienti a cui sono stati prelevati dei campioni di polmone. La seconda sospettata (direttamente o perché associata alla vitamina E acetato) è il Thc, ovvero il principale principio attivo della cannabis. Al momento la Luisiana è l’ultimo Stato che ha denunciato questa emergenza, con un nuovo decesso.

Le prime avvisaglie nel Regno Unito

Secondo 74 report del servizio Yellow Card della Mhra (Agenzia britannica per la regolamentazione dei farmaci e la sicurezza sanitaria), lo svapo è stato correlato a 200 casi di polmonite e disturbi cardiaci nell’arco degli ultimi cinque anni. In tutto sarebbero 49 le segnalazioni accertate, nessuna riguarda però dei decessi. 

Secondo quanto riportava l’Independent nel settembre scorso, il servizio sanitario britannico è stato accusato di minimizzare il problema, lasciando che la misteriosa epidemia si diffondesse dagli Usa al Regno Unito.

Emblematico il case report riguardante una ragazza che presentava forte tosse, tanto da avere dispnea progressiva a causa dello sforzo, febbre, sudorazione notturna e insufficienza respiratoria. Al momento però questo problema non è ritenuto un’emergenza.

Altri potenziali rischi

Secondo uno studio dei ricercatori del University medical centre di Mainz in Germania, pubblicato sul European hearth journal, «l’esposizione al vapore di sigarette elettroniche aumenta lo stress ossidativo vascolare, cerebrale e polmonare». Lo studio ha identificato la «aldeide acroleina» come «mediatore chiave delle conseguenze vascolari avverse osservate». 

Lo svapo in generale sarebbe dunque dannoso non solo ai polmoni, ma anche al cuore e al cervello. La ricerca è stata condotta su venti fumatori sani, e in maniera più intensa sui topi. I ricercatori parlano di un rischio potenziale e suggeriscono maggiori restrizioni allo svapo per tutelare la salute dei giovani, che risultano i consumatori più in crescita.

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