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Covid, nuovi contagi per colpa della variante KP.3: cos’è e che sintomi ha l’ultima mutazione del virus

11 Luglio 2024 - 13:42 Redazione
epa09148192 A health worker prepares doses of the Astrazeneca vaccine against covid-19 today, in the block of Portela, one of the most traditional carnival groups in Rio de Janeiro, Brazil 20 April 2021. Brazil is the second country with the most deaths, behind the United States, although it is currently the place on the planet where most people die from covid-19. In terms of infections, the South American power is located in third place, after the US and India.  EPA/Andre Coelho
La KP.3 si distingue per essere altamente contagiosa e molto simile alla JN.1
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Le temperature si alzano e inizia ufficialmente la stagione delle ferie, anche se molti italiani stanno rimanendo bloccati a casa per colpa di un nuovo picco nei casi di Covid. La causa risiede in una nuova variante del virus, la KP.3 nello specifico: come spiega il Messaggero, fa parte di un trio noto come varianti Flirt, e ha superato la sua predecessora KP.2 come ceppo Covid più comune sia in America, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che, in un secondo momento, in Europa. William Schaffner, MD, specialista in malattie infettive e professore alla Vanderbilt University School of Medicine, ha spiegato che la KP.3 è «una sorta di nipote di Omicron». Il virus infatti continua a evolversi, e con lui le sue varianti.

Cos’è la KP.3

La KP.3 si distingue per essere altamente contagiosa e molto simile alla JN.1 nella misura in cui, spiega ancora Schaffner, «presentano solo pochi cambiamenti tra loro nella proteina spike, che è ciò che Sars-Cov2 utilizza per agganciarsi alle tue cellule e infettarti». I sintomi sono ormai conosciuti: si va dalla febbre ai brividi, passando per tosse, difficoltà respiratorie, fatica, dolori muscolari o corporei, mal di testa, perdita di gusto o olfatto, mal di gola, congestione, nausea, vomito e diarrea. La fase acuta ha durata variabile, che va da pochi giorni a una settimana, sebbene effetti collaterali (come stanchezza o malessere) possono perdurare anche oltre.

I rimedi

Per combattere l’infezione, dovrebbero bastare i farmaci antivirali esistenti. Ovvero quelli da banco, comuni, come paracetamolo o ibuprofene. Nel caso in cui sia concreto il pericolo di sviluppare una malattia più grave, potrebbe essere utile ricorrere (dietro prescrizione) a farmaci come Paxlovid, Veklury e Lagevrio. Ma l’assunzione dev’essere indicata dal medico di base, e iniziare entro 5 o 7 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Un altro modo per combattere il Coronavirus resta quello della prevenzione, attraverso le vaccinazioni, che possono aiutare a evitare lo sviluppo di una forma più grave di malattia. Gli aggiornamenti per il vaccino anti-Covid che dovrebbero arrivare in autunno saranno ulteriormente più efficaci contro le nuove varianti. Oltre a ciò, si raccomanda di evitare attività affollate al chiuso, o – se non è possibile – di rispolverare la mascherina. Anche lavare le mani regolarmente può aiutare.

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