Terremoto in Albania, gli italiani a Durazzo: «Stavamo dormendo, svegliati dai mobili che cadevano» – Le foto

A Open i racconti degli italiani che vivono a Durazzo e che hanno avvertito la scossa di terremoto di stanotte

«A Durazzo c’è una situazione apocalittica con calcinacci per strada, balconi crollati e vetri dei negozi distrutti», a parlare a Open è Antonio, italiano che lavora in Albania e che stanotte è riuscito a scappare dall’inferno causato intorno alle 4 del mattino dal terremoto di magnitudo 6.5.

Open | Foto di una casa distrutta

E poi aggiunge, ancora sotto choc: «Ho messo subito in sicurezza mia moglie e i miei figli. Poi sono fuggito in auto a 30km di distanza. La mia casa è totalmente distrutta, è crollato tutto. Ormai si vedono solo i mattoni: mobili, tv, tutto per terra. Per scappare via abbiamo camminato sulle macerie».

«Non sapevamo cosa fare anche perché la scossa di terremoto è stata lunga e fortissima».

Le scosse continuano, spiega Antonio a Open, e proprio due mesi ce n’erano state altre così forti: «A settembre era già successo, non in questo modo però. Adesso sono molto preoccupato perché, secondo me, questo Paese non è attrezzato a fronteggiare queste emergenze». «Grazie a Dio stiamo tutti bene» ha concluso Antonio.

«Stavamo dormendo quando abbiamo sentito un forte rumore. Ci siamo svegliati di colpo, abbiamo visto cadere i nostri mobili per terra. Subito siamo corsi giù dalle scale. Il terremoto è stato molto forte, eravamo preoccupati» ci racconta Carmine, un altro italiano che vive in Albania e che ci manda queste foto.

Open | Calcinacci per strada
Open | Palazzi distrutti
Open | Casa danneggiata a Durazzo

Le altre testimonianze

Fabio, che abita in centro a Tirana, ci ha detto di essere «scappato subito per strada»: «È stato bruttissimo, la scossa è durata due minuti ed è stata molto forte. Tantissima la gente in strada, molte le auto ferme nella corsia di emergenza. Intanto le scosse continuano, seppur di minore intensità» . Stessa situazione ad Alessio, comune in Albania, dove il terremoto è stato avvertito «forte e chiaro», ci dicono.

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