Cori razzisti, Lukaku: «La Uefa deve fare qualcosa, siamo nel 2019, non deve più accadere negli stadi»

«Ci sono molti giocatori di diverse nazionalità in ogni squadra, quando ci sono di mezzo queste brutte persone negli stadi non diamo un buon esempio ai bambini. E non è giusto per la gente che ha pagato per vedere la partita»

L’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku si è sfogato dopo l’ennesimo episodio di razzismo di cui è stato bersaglio sui campi da calcio. Al microfono di un giornalista di Esporte Interativo, ha parlato delle offese e dei cori razzisti a lui rivolti durante il match Slavia Praga-Inter (1-3).

«È triste – comincia il giornalista – ma devo chiederti qualcosa sugli insulti razzisti di oggi e sul tuo gesto». Il gesto di cui si parla è riferito al momento in cui Lukaku dopo un goal (poi annullato dal Var) si è portato la mano all’orecchio, un tipo di esultanza insolita per un attaccante che ha appena messo a segno una rete. Alla base del gesto proprio i cori razzisti provenienti dal alcuni tifosi dello Slavia Praga.

«Perché lo hai fatto? – prosegue il giornalista -. Che cosa ti è passato per la testa? Hai voluto rispondere sul campo?». E Lukaku risponde:

«L’ho detto anche l’ultima volta con la nazionale belga. La Uefa deve fare qualcosa per risolvere questo problema perché queste cose non devono più accadere negli stadi. Non sono giuste.

Oggi è capitato due volte con me, non va bene che accada. Siamo nel 2019, ci sono molti giocatori di diverse nazionalità in ogni squadra, quando ci sono di mezzo queste brutte persone negli stadi non diamo un buon esempio ai bambini.

Spero che ora l’Uefa faccia qualcosa perché tutto lo stadio si è comportato così quando Lautaro ha fatto il primo gol, non è giusto per la gente che ha pagato per vedere la partita».

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