Omicidio Sacchi, obbligo di firma per Anastasia. Arrestato l’amico di Luca e un 22enne che fornì la pistola ai killer

Tra gli arrestati c’è anche l’amico della coppia, Princi. Assieme alla fidanzata del personal trainer è accusato di aver provato a comprare un grosso quantitativo di droga

Svolta nelle indagini per l’omicidio di Luca Sacchi, il ragazzo ucciso con un colpo di pistola a Roma la notte tra il 23 e il 24 ottobre. I Carabinieri hanno arrestato oggi, 28 novembre, altre quattro persone coinvolte a vario titolo nel delitto. Tra i destinatari di misura cautelare c’è, però, anche Anastasia, la 25enne fidanzata della vittima, colpita dalla misura dell’obbligo di presentazione in caserma. Per gli investigatori, la ragazza avrebbe tentato di acquistare un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti con i circa 30mila euro che aveva con se quella notte.

Concorso in omicidio pluriaggravato, rapina aggravata e detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo. Questi i reati per i quali è stato arrestato un 22enne, accusato di aver procurato a Valerio Del Grosso e a Paolo Pirino la pistola che questi hanno utilizzato per uccidere Luca.

In manette anche Giovanni Princi, il 24enne amico di Luca che, insieme ad Anastasia, stava cercando di acquistare un ingente quantitativo di droga proprio da quelli che diventeranno i killer di Sacchi, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino: nuova ordinanza di custodia cautelare anche per i due, finiti in carcere nei giorni immediatamente successivi alla sparatoria, rintracciati sulla base delle conferme di parenti e amici, soprattutto di Del Grosso.

Subito dopo i fatti, Anastasia aveva provato a negare ogni legame con la droga parlando invece di una rapina finita male. Volevano rubarle lo zainetto, diceva, nel quale c’erano solo pochi euro.

Dello zaino però hanno parlato i due mediatori dei pusher, Valerio Rispoli e Simone Piromalli, mandati in via Latina prima dell’aggressione per incontrare il gruppo composto da Anastasia, Sacchi e il suo amico di scuola Giovanni Princi, e verificarne il contenuto. Emergono quindi tutti gli elementi di una trattativa, nella quale Anastasia potrebbe aver avuto un ruolo ben più attivo.

Uno dei mediatori, Rispoli, aveva infatti riferito che Anastasia «aveva lasciato uno zaino che lui stesso aveva constatato contenere soldi, divisi in due mazzette da 20 e da 50 euro. Accertata la presenza del denaro, la ragazza aveva ripreso lo zainetto».

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