Inchiesta Open, la solidarietà di Salvini a Carrai: «Non faccio il giudice o l’avvocato»

L’imprenditore nel campo della cybersecurity, amico personale dell’ex ministro dell’Interno e di Matteo Renzi, è dal 13 novembre console onorario di Israele a Firenze

Alla domanda dei cronisti se avesse manifestato solidarietà a Marco Carrai, (che è suo amico) per il coinvolgimento nell’inchiesta della procura fiorentina su Open, il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto: «Assolutamente sì. Ho incontrato Marco Carrai l’ultima volta quando è stato nominato console onorario di Israele a Firenze (nelle scorse settimane, ndr) che è una bellissima carica. Non faccio il giudice o l’avvocato».

«Essere nominato console onorario di Israele – ha aggiunto Salvini -, che è un Paese che per me è un modello di democrazia, di sviluppo, e futuro nel mondo, è qualcosa che sicuramente è un titolo di merito. Non ho altri elementi per giudicare altri fronti».

L’ex vicepremier lo scorso 13 novembre aveva presenziato nel capoluogo Toscano all’inaugurazione del primo consolato onorario d’Israele in Italia, che copre Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna ed è guidato appunto da Marco Carrai. Lo stesso imprenditore della cybersecurity, e amico storico dell’ex premier Matteo Renzi.

«Ringrazio particolarmente il senatore Salvini, per me è un onore. Matteo è un amico – aveva detto nell’occasione Carrai – ma prima di tutto è un amico di Israele».

Il 26 novembre Carrai era stato perquisito e indagato nell’inchiesta sulla fondazione Open, di cui era stato membro del consiglio di amministrazione. Secondo la procura di Firenze l’imprenditore sarebbe stato il punto di riferimento dentro la fondazione Open per i finanziatori, su cui si sta concentrando l’attenzione della procura.

Foto in copertina – Il segretario federale della Lega Matteo Salvini al Tuscany Hall di Firenze in occasione di una cena elettorale. 30 novembre 2019. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

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