Hong Kong, la mossa di Pechino: «Cina e Italia sono due Paesi amici. Sostenete la nostra posizione»

«Le due parti hanno sempre mantenuto un buon dialogo su questioni di comune interesse», scrive il portavoce del ministero degli Esteri cinese

La Cina prova a ricucire i rapporti con l’Italia dopo la dichiarazione di venerdì scorso dell’ambasciatore cinese a Roma, in cui veniva criticato con durezza l’intervento di Joshua Wong in Parlamento. Il diplomatico di Pechino aveva definito «irresponsabile» l’atteggiamento di alcuni politici italiani per aver ospitato un intervento dell’attivista prodemocrazia di Hong Kong.

«La Cina auspica il sostegno dell’Italia, Paese “amico”, sulle questioni relative a Hong Kong», si legge in una nota dell’ufficio del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino. «Cina e Italia sono due Paesi amici – continua Pechino -. Le due parti hanno sempre mantenuto la comunicazione su questioni di comune interesse».

«”Un Paese, due sistemi” – il modello con cui la Cina regola il suo rapporto con Hong Kong – è il migliore assetto istituzionale per Hong Kong per mantenere la prosperità a lungo termine e la stabilità dopo il suo ritorno alla Cina, nel 1997».

«La sua continua attuazione con successo a Hong Kong non è solo nell’interesse della Cina, ma anche nel comune interesse di tutti i Paesi al mondo, Italia inclusa – continua il comunicato -. Porre fine alle violenze e ai disordini e ripristinare l’ordine sono le priorità di Hong Kong. Auspichiamo che l’Italia sosterrà la posizione della Cina nelle questioni relative a Hong Kong».

Qualche giorno fa non si era fatta attendere neanche la risposta di Wong a commento delle critiche al governo italiano. L’attivista aveva sottolineato come la dichiarazione dell’ambasciatore fosse «una minaccia sconsiderata e irragionevole alla libertà di parola. Rivela l’ambizione della Cina di esportare il suo regime autoritario e la censura in Italia e in altre democrazie occidentali in tutto il mondo».

Molti politici italiani, tra cui lo stesso premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, avevano duramente rimarcato la «inaccettabilità» della dichiarazione dell’ambasciata cinese vista tra l’altro come «intromissione sulla sovranità e sull’autonomia del Parlamento». Quest’ultimo potrebbe anche trovarsi a votare a breve una risoluzione a sostegno delle proteste di Hong Kong.

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