Russia, Putin ha firmato una nuova legge anti-spie. A rischio giornalisti e blogger

A stretto giro il presidente russo ha firmato due leggi: la prima limita la libertà di stampa, la seconda impone software russi negli iPhone (e non solo)

Vladimir Putin rispolvera l’Urss, firmando una legge che permette agli individui di essere classificati come «agenti stranieri» e non solo come rappresentanti di Ong o altre entità giuridiche, come invece era dal 2012.

A rischio giornalisti e blogger

Potrebbero così finire nel mirino della giustizia russa anche giornalisti e blogger. La legge – già entrata in vigore – prevede che chiunque diffonda notizie prodotte da testate inserite nella blacklist possa essere riconosciuto come «agente straniero», una dicitura che rimanda all’epoca della Guerra Fredda.

Secondo il sito Euronews, anche solo ricevere un pagamento per il proprio lavoro giornalistico dall’estero o anche solo seguire criteri di distribuzioni decisi fuori dalla Russia può essere sufficiente per essere considerato un «agente straniero». Sono già diverse le testate straniere bollate come tali in Russia, tra cui Voice of America e Radio Liberty.

Il disegno di legge, presentato l’anno scorso al parlamento russo è una contromisura adottata a seguito alla decisione da parte degli Stati Uniti di inserire il media filo-governativo russo Russia Today nella lista degli agenti stranieri negli Usa.

Nazionalismo digitale: arriva anche la legge “anti-Apple”

Nello stesso giorno Putin ha anche firmato una nuova legge che vieta – a partire dal primo luglio – la vendita in Russia di smartphone e computer che non siano dotati di software ‘Made in Russia’.

La norma avrebbe lo scopo di «garantire che gli utenti russi di internet e dei servizi di telecomunicazione possano utilizzare l’hardware acquistato (smartphone, computer, schermi tv intelligenti) senza dover installare ulteriori applicazioni mobili e altri software per dispositivi di elaborazione elettronica destinati agli utenti russi di tali dispositivi» e la legge non vieta la vendita di apparecchi in cui sono installati software stranieri ma esige che siano presenti anche i software ‘Made in Russia’.

Questa norma è stata soprannominata legge “anti-Apple“, infatti costringerebbe la compagnia fondata da Steve Jobs a installare software di terzi nei propri prodotti, cosa a cui l’azienda di Cupertino non è certo abituata. La legge ha suscitato nuove paure riguardo ai tentativi di sorveglianza e deriva totalitaria ma anche a un possibile abbandono del mercato russo da parte di aziende internazionali.

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