Bologna, indagato per omicidio preterintenzionale il custode che ha sparato a un ragazzo in fuga

La procura: «Stiamo valutando se sia possibile applicare la legittima difesa»

Il custode 68enne di Bologna, che ha sparato 5 colpi di pistola a un ragazzo in fuga dalla sua abitazione, è ora indagato per omicidio preterintenzionale.


«Si tratta di un’ipotesi temporanea», ha spiegato l’avvocato Giovanni Donati al termine dell’interrogatorio dell’uomo, durato circa due ore e mezza in caserma a Bologna. «Il pubblico ministero avrebbe potuto partire dall’omicidio volontario, ma, proprio perché si è capito subito che il mio assistito è una brava persona, è partito da li».

La vicenda

Intorno alle 5 di mattina del 5 dicembre, il 68enne ha esploso da due finestre di una dependance di una villa a Bazzano, nel Bolognese, cinque colpi con un pistola revolver calibro 38, regolarmente detenuta, contro un uomo in fuga.

Ai militari del Nucleo investigativo e della Compagnia di Borgo Panigale, l’uomo ha raccontato di avere sparato perché spaventato e per fare allontanare le persone che stavano tentando di entrare anche nella sua abitazione.

Uscendo dall’abitazione, l’uomo ha trovato il corpo esanime di un ventenne.

Il 68enne, nel pomeriggio è stato ascoltato dalla pm, Manuela Cavallo. Nei suoi confronti, al momento, non è stata emessa alcuna misura cautelare.

La procura di Bologna «cercherà di verificare le modalità di esplosione del colpo, ragionando sugli spazi di applicabilità della legittima difesa o dell’eccesso colposo, alla luce del punto dove sarebbe stata attinta la persona deceduta». È il comunicato dell’ufficio diretto da Giuseppe Amato.

Aveva già subito furti

«In altre occasioni» il custode aveva già subito qualche furto, «c’era già questo timore». Lo ha confermato il legale del 68enne Giovanni Donati che, al termine dell’interrogatorio del suo assistito in caserma a Bologna, ha fatto il punto con i cronisti.

«Abita in una casa isolata, è una casa bersaglio di ladri – ha aggiunto il legale – Lui non ha la possibilità di chiudersi in casa perché, essendo una casa vincolata dalle belle arti, non possono mettere inferriate. Aveva quest’arma e l’ha usata per allontanare questa gente, 3-4 persone, non per colpirla: nel punto in cui ha sparato, teoricamente, non doveva esserci nessuno».

Come riferito dal legale, l’episodio è accaduto «intorno alle 4, 4.15: lui ha aspettato un quarto d’ora perché temeva che il gruppo fosse ancora nei paraggi. I carabinieri sono stati chiamati quando si è accorto che c’era una persona a terra. Ora, – ha concluso -, il custode è sotto shock».

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