Legittima difesa, Mattarella la approva ma invia lettera alle Camere: «Non va attenuata la responsabilità dello Stato nella tutela dei cittadini»

Il capo dello Stato ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere e al presidente del consiglio dei Ministri con osservazioni sulla legge: «Non è ragionevole il trattamento differenziato tra furto e rapina»

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge che modifica il codice penale in materia di legittima difesae ha contestualmente inviato una lettera ai presidenti del Senato e della Camera – rispettivamenteMaria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico -e al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, specificando alcuni paletti, in particolare sul ruolo dello Stato.

Mattarella ha sottolineato che la nuova legge non deve in alcun modo attenuare «la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l'azione generosa ed efficace delle forze di polizia».

Tra le osservazioni del capo dello Stato anche quella in merito allo «stato di grave turbamento», inserito nel nuovo testo dell'articolo 55 del codice penale che, ribadisce,«deve essere obiettivo». Mattarellaricorda che il «fondamento costituzionale»della legittima difesa «è rappresentato dall’esistenza di una condizione di necessità».

«Il provvedimento si propone di ampliare il regime di non punibilità a favore di chi reagisce legittimamente a un’offesa ingiusta, realizzata all’interno del domicilio e dei luoghi ad esso assimilati, il cui fondamento costituzionale è rappresentato dall’esistenza di una condizione di necessità», osservail presidente della Repubblica nella lettera.

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Il ministro dell'Interno Matteo Salvini con senatori della Lega in Senato dopo il voto finale dell'esame sulle disposizioni in materia di legittima difesa, il 28 marzo

Nella lettera Mattarella chiariscecome nel testo della legge siano presenti due imprecisioni: «Devo rilevare che l’articolo 8 della legge stabilisce che, nei procedimenti penali nei quali venga loro riconosciuta la legittima difesa 'domiciliare', le spese del giudizio per le persone interessate siano poste a carico dello Stato, mentre analoga previsione non è contemplata per le ipotesi di legittima difesa in luoghi diversi dal domicilio».

«Segnalo – continua il capo dello Stato -che l’articolo 3 della legge in esame subordina al risarcimento del danno la possibilità di concedere la sospensione condizionale della pena, nel caso di condanna per furto in appartamento o per furto con strappo ma che lo stesso non è previsto per il delitto di rapina. Un trattamento differenziato tra i due reati non è ragionevole poiché – come indicato dalla Corte costituzionale, nella sentenza n. 125 del 2016 – gli indici di pericolosità che possono ravvisarsi nel furto con strappo si rinvengono, incrementati, anche nella rapina».

A margine della firma è arrivato anche il commento del vicepremier Matteo Salvini, tra i maggiori sostenitori della legge sulla legittima difesa: «Bellissima notizia per gli italiani perbene e pessima per i delinquenti: come avevamo promesso, da oggi la legittima difesa è legge dello Stato! Grazie al presidente della Repubblica. Noi stiamo dalla parte di chi si difende».

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